pagina a cura di : ANDREA PAROLINA, LUCA GALIMBERTI E DAVIDE BRANCACCIO

 

Lascio, come solito, a Luca Galimberti la cronaca della gara, una giornata con un caldo quasi fastidioso e nuovamente un gran bel gruppo nonostante la partenza unica, partenza unica resa quasi obbligatoria della lunghezza del percorso e che altre volte ha creato problemi con le gare a seguire. Complessivamente una bella gara anche per noi che vi abbiamo assistito. Vorrei però spendere solo due parole per evidenziare i luoghi di provenienza(Lombardia, Liguria, Emilia, Veneto, Piemonte) dei partecipanti e il numero di atleti over 50, anche oggi si sono fatti onore ed uno di loro ha vinto la gara assoluta.

Il fatto che un over 50 sia competitivo con i ragazzi più giovani, ancora una volta stà ad evidenziare  quanto sia indicativa l'età anagrafica  come discriminante per stabilire la categoria di appartenenza, le regole sono quelle esistenti e vanno rispettate ma è evidente che in campo amatoriale i fattori che determinano il livello della prestazione sono ben altri oltre  l'età e il grado di maturazione fisica tipico dei bambini e degli adolescenti. Quindi, onore e merito a Uberti, Manenti, Caraci, Pavarani  e sopratutto a Bino, tutta gente con un illustre passato da "corridore" che hanno dimostrato quanto l'esperienza e l'impegno possano, fino ad un certo punto,  sopperire all'avanzare dell'età, i 5 sono infatti alcuni dei componenti il drappello di fuggitivi che ha dominato la gara. Complimenti, dunque, a questi sempreverdi che non disdegnano di misurarsi con i più giovani.

Da segnalare l'ingenuità di Massimo Boglia che dopo l'arrivo dirà" ero troppo sicuro di avere già la vittoria in tasca, ho commesso un'ingenuità grave ma sono comunque contento per l'insperata condizione di forma che mi ritrovo"; spettatore d'eccezione, a bordo strada,  anche Pierangelo Vignati, responsabile di ASI ciclismo, un ente rappresentato in consulta sotto la cui egida si svolgeranno alcune delle gare organizzate nell'ambito del Progetto Lombardia di Valter Mariotti.

L'ultimo amaro commento riguarda l'informale intervista fatta ad uno dei partecipanti: C.P.; un atleta conosciutissimo plurivittorioso e plurititolato, un ex tesserato C.S.I. che ha cambiato casacca e quindi anche ente di riferimento: " nel precedente team stavo benissimo, ho cambiato perchè ero stanco dei tanti problemi che incontravo per poter gareggiare, dalle mie parti se non sei tesserato UDACE hai sempre mille difficoltà, non capisco bene il perché ma alla fine non puoi vivere in questo modo, con la tessera UDACE corro ovunque senza problemi!"; come dargli torto?

G.Brancaccio

 

 

Inzago sabato 25 febbraio ha ospitato la “2 gara di apertura” della stagione, sono stati 211 i corridori a prendere il via poco dopo le 13.30. In origine erano 13 i giri in programma, sull’ormai collaudato percorso piatto che ha la sua origine e la sua conclusione in via Boccaccio, ma galvanizzati dalla ampia presenza di atleti venuti anche da fuori regione e dalla giornata calda e primaverile Valter Mariotti e Silvia Pollastri hanno deciso di allungare la manifestazione di sette chilometri portandone cosi la lunghezza complessiva dai 91 km previsti a 98 favorendo cosi il divertimento degli atleti e la competizione.

Entrando più dettagliatamente in cronaca possiamo dire che, dopo una partenza non particolarmente veloce, la gara si è accesa grazie alla azione di 12 concorrenti: Volpi (Asd Vivo),Reolon (Mem Team),  Boglia (Team Boglia Colnago),Lazzaroni (WR Compositi), Manenti (Team Alpress), Parodi (Rodman Team), Affaticati (Autoberetta Pontenure), Pavarani (Cicloparma), Bino (Team Boario), Caraci (Gs Zibido san Giacomo),  Uberti e Vallante ( Team Bassotoce), quest’ultimo ha fatto suoi entrambi i traguardi volanti in programma. I dodici sopra citati hanno calamitato l’attenzione prendendo un ampio vantaggio e  gestendolo bene per tutta la gara. Per buona parte della manifestazione i rilevamenti cronometrici hanno infatti segnalato i fuggitivi con più di 2 minuti sul resto del gruppo

Non si può però non rendere merito al plotone che ha sempre inseguito ad alte velocità e da cui hanno cercato di uscire a più riprese diversi atleti tra cui: Brandani, Alberti, Capoani, Bovolini, Abbiati, Tavelli, e Pincilli senza però riuscire ad impensierire i battistrada.

Giunti all’ultimo giro, con i dodici sempre “a tutta”, sul rettilineo d’arrivo i molti spettatori dietro alle transenne cercano di individuare il possibile vincitore, ed ecco lanciata la volata. Parte lungo Boglia, a lui  si accodano Uberti, Volpi e Parodi.  Boglia rimane in testa per buona parte del rettifilo conclusivo, ma per sua stessa ammissione non riesce a imprimere la potenza che gli servirebbe per tenere a bada Uberti che prima lo affianca e poi lo batte di un soffio sulla linea. Per Boglia un secondo posto che, come ci confida alla riconsegna del numero “brucia un po’ però serve come esperienza e da stimolo per il proseguo della stagione”. Uberti ,felice, durante la premiazione dedica un pensiero ai compagni di squadra e alla tattica che ha consentito a lui Vallante e al team Bassotoce di essere protagonisti.

Luca Galimberti     

 
Tutti i vincitori di categoria ad Inzago