CICLOAMATORI LOMBARDI, PROVATE A PENSARCI !!

Adesso tocca "anche" a voi, a Milano, tanto per fare un esempio concreto, nello CSAIN UDACE siete circa 3300, in FCI, nella stessa provincia  poco più di 3000, già da soli formate un bel numero, e poi ci sono anche i tesserati ENDAS, non molti ma con buone prospettive di crescita. In questi numeri sono compresi anche i cicloturisti e gli altri tesserati non specificamente stradisti. In Italia superate largamente le  200.000 unità.

E' abbastanza normale che i presidenti provinciali dei comitati CSAIn UDACE Lombardi si siano fatti trascinare in decisioni del tipo sopra pubblicato, le motivazioni sono abbastanza evidenti e non hanno certo bisogno di commento. Ciascuno in casa propria può agire come meglio crede purché all'interno di regole, nel rispetto delle regole ed aspettative altrui e delle leggi vigenti; Una volta risolti gli aspetti assicurativi atte a liberalizzare la partecipazione alle "GARE APERTE AGLI ENTI ADERENTI LA CONSULTA CICLISTICA NAZIONALE"(ma anche qui ci sono delle sacche di divergenza interna e di anarchia) ecco un'altra misura , a dir poco, opinabile. Lasciamo a chi di dovere il giudizio sulla legittimità di questa nuova  limitazione, non è questo il punto.

A mio avviso le questioni sono  altre, i presidenti provinciali, sono o dovrebbero essere, i  rappresentanti delle ASD loro affiliate, così come i presidenti di ASD sono o dovrebbero essere i portavoce  dei loro affiliati ma anche e sopratutto i veri "responsabili", al 100%, delle loro attività; infatti, sono responsabili del tesseramento dei loro associati e sono responsabili della vita associativa del loro sodalizio verso tutti e verso tutto.

Ebbene,sarebbe corretto che all'atto dell'affiliazione e tesseramento,ciascun presidente e tutti gli atleti, venissero messi a conoscenza delle regole in atto, per correttezza verso i propri affiliati, se si cambiano le regole in corso d'opera si possono modificare i programmi e le aspettative dei singoli; quindi, se si vuole essere espressione del proprio patrimonio di affiliati (vecchi e nuovi), certe misure e regole dovrebbero essere rese note al 1° gennaio, solo in questo modo si può parlare di "rappresentanza" reale e di accettazione delle regole.

Ma i sodalizi si sa, si fidano, si fidano a tal punto di aver richiesto l'affiliazione allo CSAIn senza neppure conoscerne lo statuto dell'Ente, dichiarando di conoscerlo ed accettarlo, ma questo è un'altra materia da approfondire in altra sede.

Qui sotto sono riportate alcune norme previste dallo statuto e dai regolamenti CSAIn Udace, dategli un'occhiata, magari qualcosa vi era sfuggito.

AFFILIAZIONI


Art. 2 - Gli organi periferici dell’UDACE, gli affiliati e i cartellinati sono tenuti a rispettare sia i regolamenti sia le disposizioni emanate dagli organi centrali. L’UDACE non assume altre responsabilità relative al loro operato se non quella della loro copertura assicurativa accettata all’atto dell’affiliazione e del tesseramento.
 
Art. 25 - Autonomia amministrativa dei Comitati Provinciali e delle Associazioni - Responsabilità dei componenti gli organi periferici.
I Comitati, nonchè gli eletti e/o nominati alle cariche locali, rispondono, secondo le norme del Codice Civile, delle obbligazioni assunte.
I Comitati Provinciali gestiscono il patrimonio e tengono l'amministrazione e la contabilità secondo le norme adottate a livello centrale.
Il rendiconto economico finanziario riferito alle attività locali deve essere trasmesso alla Segreteria Nazionale solamente per conoscenza.
L'Unione degli Amatori Ciclismo Europeo - UDACE - non risponde delle obbligazioni assunte dai Comitati Provinciali e da tutte le strutture periferiche.
Le Associazioni e le Federazioni affiliate all'UDACE hanno completa autonomia amministrativa, funzionale ed organizzativa.
I loro amministratori rispondono, ai sensi delle disposizioni di legge, delle obbligazioni assunte e derivanti anche dallo svolgimento delle manifestazioni ciclistiche o comunque sportive.

CARTELLINAMENTO


 
Art. 4.1 - Il tesseramento deve essere effettuato attraverso una A.S.D. affiliata e viene rilasciato dal Comitato Provinciale competente per territorio, secondo le norme previste nel Regolamento Organico e quanto di seguito riportato nel presente articolo.
Art. 4.2 - I tesserati sono tenuti ad osservare lo Statuto e i regolamenti UDACE la quale (comunque), non assume altre responsabilità relative alle loro attività se non quella della loro copertura assicurativa.
Art. 4.3 - La tessera cartellino, compilata in tutte le sue parti e controfirmata compresi i regolamentari due tronconi e comprensiva della quota stabilita, dovranno essere consegnate, tramite le A.S.D. affiliate, al proprio Comitato Provinciale che provvederà ad annullare la fotografia con il timbro del Comitato stesso e, constatata la regolarità (se amatori anche con specifica categoria di età) di tutta la documentazione necessaria, rilascerà alla A.S.D. di appartenenza il cartellino. Il tutto sotto la responsabilità civile e sportiva dei Comitati provinciali.
Art. 4.4 - Nella tessera cartellino e nei due tronconi, il Presidente della A.S.D. attesterà, con la sua firma, che il relativo certificato medico di idoneità, all’attività agonistica per amatori o all’attività non agonistica per cicloturisti, è conservato dalla A.S.D. , indicando anche la data di scadenza del certificato stesso. Inoltre, nel caso si tratti di minore, il Presidente della A.S.D. con la sua firma attesterà di aver acquisito la documentazione di autorizzazione allo svolgimento dell’attività UDACE da parte di chi ne esercita la patria potestà.
Art. 4.5 - La tessera cartellino potrà essere rilasciata solo ai cartellinati la cui A.S.D. risulti affiliata.Si invitano le A.S.D. di astenersi dal tesserare amatori con residenza in altre province.
Art. 4.6 - La concessione della tessera sociale da parte dell’UDACE è facoltativa e può essere negata o revocata in ogni momento dalle A.S.D. o dai C.P. con motivazione scritta, nel caso si verifichino gravi situazioni contrarie all’etica morale e sportiva a carico dei tesserati. La C.A.D. può assumere al riguardo iniziative in proprio e giudica sugli eventuali ricorsi per decisioni prese da altri. In seconda istanza, in ogni caso è prevista la possibilità di ricorso al C.N. la cui decisione è inappellabile.
Art. 4.7 - Non potranno essere cartellinati coloro che: sono colpiti da provvedimenti disciplinari; hanno subito condanne per reati non colposi; coloro che si trovano inquisiti per possesso di farmaci proibiti sino a sentenza definitiva; coloro che con atti scorretti, hanno direttamente o indirettamente leso gli interessi morali e materiali dell’Unione nonché denigrato i suoi Dirigenti e ostacolato l’attività.
Art. 4.8 - È ammesso il cartellinamento di italiani all’estero.
Art. 4.9 - È ammesso il cartellinamento di cittadini stranieri, che non potranno partecipare ai campionati nazionali, regionali e provinciali. Potranno partecipare a manifestazioni nazionali e campionati internazionali. Per gli extracomunitari e tutti coloro domiciliati in Italia per aver diritto al tesseramento devono esibire regolare permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità preposte in base alla normativa vigente.
Art. 4.10 - Per i giovani dai 7 ai 18 anni si dovrà presentare alla A.S.D. titolare del tesseramento, una dichiarazione scritta da parte di chi ne esercita la patria potestà che autorizzi la pratica dell’attività UDACE.
Art. 4.11 - Non è ammesso il cambio di A.S.D. nel corso dell’anno se non nelle condizioni di cui agli art. 7-8 del R.O. Per il cambio di A.S.D. a fine anno, attenersi a quanto disposto all’art. 4 del R.O. Art. 4.12 - Ad integrazione di quanto disposto all’art. 4 del R.O. si stabilisce che il tesserato, assolti gli obblighi di cui all’art. 4 del R.O. , può ritenersi libero da vincoli qualora la A.S.D. decida di associarsi ad altro Ente.
Art. 4.13 - E’ consentito nel corso dell’anno il passaggio da Cicloturista ad Amatore o viceversa ottemperando alla normativa sanitaria di idoneità medica prevista dal D.M. 18.2.1982 e dal D.M. 28.2.1983 e successive modifiche.
 

DOVERI DEI SODALIZI AFFILIATI E DEI CARTELLINATI

Art. 9- I Sodalizi affiliati e i cartellinati hanno l’obbligo di:
  1. osservare lo Statuto, i regolamenti e tutte le disposizioni degli organi centrali e periferici;
  2. accettare le decisioni organizzative e disciplinari degli organi centrali e periferici dell’UDACE e conseguentemente non ricorrere contro tali provvedimenti ad organi diversi da quelli contemplati nelle carte dell’UDACE;
  3. astenersi da qualsiasi atto che possa direttamente o indirettamente ledere gli interessi morali e materiali dell’UDACE, denigrare suoi Dirigenti ed ostacolare in qualsiasi modo l’attività e il perseguimento degli scopi istituzionali propri, pena l’espulsione dall’UDCE;
  4. non ricoprire cariche Provinciali, Regionali e Nazionali in altro Ente o Federazione che svolga la medesima attività. I cartellinati non possono partecipare alle manifestazioni non approvate dall’UDACE, o da questa non riconosciute;
  5. non ricoprire cariche sociali in più Associazioni;
  6. non affiliarsi ad altri Enti o Federazione con la medesima ragione sociale e con il medesimo Consiglio direttivo per la medesima attività;
  7. non farsi rappresentare o tutelare da legali e non promuovere alcun tipo di azione tramite loro contro organi centrali, periferici e Sodalizi o persone ufficiali dell’UDACE per qualsiasi conseguenza derivante dall’attività istituzionale, senza la preventiva autorizzazione del Consiglio Nazionale pena la sospensione temporanea in attesa di giudizio definitivo;
  8. pagare annualmente la quota di affiliazione, presentando contemporaneamente il modulo di rinnovo, perfezionare il tesseramento dei componenti il Consiglio; i praticanti l’attività dovranno essere in possesso dell’apposito cartellino nelle forme che saranno rese note all’inizio di ogni anno;
  9. comunicare tempestivamente all’UDACE le eventuali sostituzioni dei componenti il proprio C.D.;
  10. applicare ai propri cartellinati le sanzioni loro inflitte dagli organi dell’UDACE.
Tutti coloro che non rispettano una qualsiasi sanzione disciplinare, per potersi tesserare nuovamente all’UDACE dovranno rivolgere istanza scritta alla C.A.D. tramite il proprio Comitato Provinciale. La decisione della C.A.D. è inappellabile.

In altre parole, dal nazionale arriva il seguente messaggio:

" trattiamo le coperture assicurative migliori e ve le mettiamo a disposizione,   proponiamo delle regole di base , poi, con il decentramento fate come volete, sappiate che ne rispondete tutti direttamente davanti al consiglio nazionale e alle leggi vigenti, a noi non può essere fatto nessun altro addebito".

Questo vale, sopratutto, per i presidenti provinciali e per i presidenti di ASD

Ebbene, pur essendoci  i numeri per creare un'oasi della felicità ciclistica amatoriale,  ci  si preoccupa di mantenere le posizioni con sempre nuove estemporanee "regole";  FCI ha dei seri problemi d'identità verso queste categorie e questo gioca sicuramente a sfavore , solo Endas sembra non avere problemi, a fronte di un numero esiguo di tesserati sfoggia un calendario invidiabile, quindi ecco il vero soggetto preso di mira, ma non è il solo.

Mi chiedo, ma un presidente provinciale che si ritrova con una gara in casa di altro ente, vieta ai suoi tesserati di parteciparvi ma li lascia liberi da gareggiare in gare CSAIn  di altri comitati! quindi, come tutela i suoi organizzatori? E se gli abitanti di confine decidono di migrare in altre regioni? I fatti concreti dimostreranno gli ipotetici benefici e chissà che la sorte non penalizzi proprio gli ideatori di certe trovate.

Basterebbe che gli  enti principali operanti in Lombardia si parlassero, così come avviene in altre provincie e regioni italiane, anche da noi potrebbe svolgersi un'attività più omogenea, concordata  e comunque esente dalle più svariate problematiche. Senza entrare nel merito di chi sia la responsabilità maggiore, certe situazioni, di certo,  si ribaltano sempre e solo sui di voi e sugli organizzatori , tutto questo, senza che, apparentemente, nessuno faccia nulla.

Credo sia arrivato il momento che il gruppo di cicloamatori che gareggia per hobby, ma con impegno, quelli che hanno ancora la capacità di elaborare in proprio le cose che li riguardano direttamente, quelli che non sono ancora assuefatti a certe situazioni, quelli che essendo consapevoli del fatto che sono loro stessi i finanziatori della loro attività ,   unitamente  ai   presidenti di ASD; entrambi, infatti,  possono vantare analoghi meriti .

Tutti quelli di voi, che, quando partono da casa vorrebbero arrivare al ritrovo sicuri di gareggiare, senza limitazioni legate alla loro tessera o alle condizioni meteo; quelli che rispettano e che vogliono essere rispettati; insomma tutti quelli che dedicano tempo e denaro al loro hobby e che per tale motivo vorrebbero divertirsi e far divertire;  quelli che, in funzione delle loro preferenze, decidono : se, quando e dove gareggiare; scegliendosi: la gara più vicina a casa, quella con i premi migliori,  quella con l'organizzatore amico, oppure  quella con il percorso adatto alle loro caratteristiche, insomma l'assoluta libertà di movimento.

Chiedete uniti alla federazione e agli enti di dotarvi di una tessera che contenga in se i massimi requisiti di coperture assicurative, ciascuno con le proprie regole ma tutti sintonizzati su regole base unitarie  stabilite a livello di  Consulta Ciclistica Nazionale(cui aderiscono quasi tutti gli enti che hanno il ciclismo tra le loro specialità), chi non vuole gli "altri", deve chiudere le sue gare riservandole ai propri tesserati, ma lasci liberi i suoi affiliati di scegliersi le gare che vogliono.

La concorrenza naturale la faranno gli organizzatori, c'è posto per tutti, la differenza la faranno le regole proprie, i percorsi, l'organizzazione, i premi e quant'altro; Liberiamo il nostro mondo dalle paturnie personali, i fatti personali non devono penalizzare i praticanti, NON E' TOLLERABILE!

Lo stesso obiettivo va ottenuto con il dialogo ed il convincimento delle parti in causa, non con i divieti, se l'obiettivo è quello di tenersi i propri tesserati per le proprie corse, bisogna solo convincerli, saranno quindi i presidenti provinciali che cercheranno di convincere i loro presidenti di ASD e questi,  a loro volta cercheranno di convincere i loro tesserati!

Se questo funzionasse non ci sarebbero esempi eclatanti e concreti di partecipazioni smisurate in comitati con un numero irrisorio di tesserati! questo è un dato di fatto!

Non credo che tra i lettori vi sia moltissima gente con i requisiti che ho citato, però credo che un 10% abbia  le caratteristiche necessarie, anche se non siete residenti nelle  provincie interessate  va bene comunque, cominciate voi a dare l'esempio, create un libero organismo inter-ente, che vi rappresenti, contatevi e poi fate sentire la vostra voce, è giusto che siate voi a dettare o a migliorare le regole del vostro gioco, oggi siete rappresentati dai dirigenti di ente o federazione e dai vostri presidenti, purtroppo sappiamo tutti che non basta; le logiche sono diverse, i vostri obiettivi molto spesso non coincidono, un'associazione di corridori, possibilmente giovani, è la strada che può dare un grosso contributo alla soluzione di tante situazioni anomale, almeno provateci, Ciclismoaltomilanese sarà sicuramente con voi. Non costerebbe nulla e richiede solo un minimo dispendio di tempo libero. Siete tutti maggiorenni, molti di voi sono diplomati e laureati, tra voi ci sono stimati professionisti, imprenditori, dirigenti;  ma anche tantissime altre figure ugualmente preparate, non siete più un gregge, prendetene atto!

Al limite, lo CSAIn vi caccia, ma ormai l'orizzonte non è più così cupo, oggi potete "migrare".

Una volta creata una rappresentanza di praticanti, sarà più semplice definire con gli organizzatori (altro fulcro vitale del sistema) i meccanismi necessari al miglioramento del nostro giocattolo, creando le basi minime per la migliore attività possibile, ovviamente mantenendo tutte le differenziazioni specifiche e proprie di ciascun organismo, sarete  voi a scegliere sapendo a priori dove andate a parare, nessun ente escluso,CSAIn UDACE compreso.

I calendari devono essere fatti dagli organizzatori inter-ente, magari  riuniti in un analogo organismo,  con il vostro aiuto si divideranno le gare evitando concomitanze inutili. Agli enti e alla federazione il compito di: affiliare, tesserare e controllare le regolarità delle gare in base ai propri regolamenti tecnici.

Alla fin fine, le persone da coinvolgere saranno una quindicina, quindi, perché non provarci!

Se il sistema funziona si può allargare alla regione  e magari oltre, noi accontentiamoci della nostra realtà locale.

I calendari amatoriali devono farli gli organizzatori (oggi, tra i più avveduti succede già), la federazione e gli enti devono solo prenderne atto e verificare che si svolgano secondo le regole proprie ed incassare ciò che c'è da incassare.

Badate bene, a me personalmente, la stragrande maggioranza dei presidenti di ASD e dei tesserati CSAIn UDACE sta simpatica, sono loro che con anni di "oscuro lavoro" hanno indicato la via sul come si può svolgere e sviluppare un'attività amatoriale concreta, ecco perché prendersela tanto, non puoi trattare tutta questa gente come sudditi silenti, oggi i tempi sono cambiati, bisogna seguire l'esempio di tutti gli altri servizi liberalizzati, uno si sceglie il suo "gestore", lo deve poter fare sapendo di contare su "regole base di legalità", regole  certe e uguali per tutti i gestori, con la sola aggiunta di  regole variabili e concorrenziali relativamente ai costi e ai dettagli tecnico-organizzativi; il tutto in funzione delle proprie specifiche particolarità.

La libera circolazione deve essere un punto di arrivo comune ed indiscutibile.

Come solito scrivete pure i vostri pareri, tutto verrà pubblicato senza censure, basta usare un linguaggio consono e firmarsi!

Ah, dimenticavo, il sottoscritto non ha tessere, solo così posso fare e scrivere liberamente, altrimenti, come da statuto e regolamenti,  sarei già stato radiato a vita più volte.

G.Brancaccio

 
PS. ho evitato accuratamente di citare nomi e cognomi, chi è nell'ambiente capirà, non  serve puntare il dito, certi personaggi si sono già squalificati in perfetta autonomia con le loro stese mani, sembrerebbe quasi  che, quando uno  arriva a gestire certe cose, si dimentichi le sue origini e il suo mandato primario, qualcosa   sancito in tutti gli statuti, e che recita più o meno così: "Promuovere l'attività ciclistica in generale ed amatoriale, in tutte le sue forme favorendo l'aggregazione e lo svago dei propri affiliati"; quasi una beffa! Personalmente sono convinto che un bravo dirigente  debba agevolare, in ogni modo, tutti i tesserati che da lui dipendono, diritti e doveri; nel caso specifico, un presidente di società cercherà di agevolare la pratica sportiva dei suoi tesserati ascoltando anche le loro preferenze ed adoperandosi per fornire ogni forma di aiuto, compreso quello economico, al fine di svolgere una quantità di attività superiore e migliore rispetto alle possibilità economiche dei singoli, agevolandoli anche nelle scelte concordate a livello di  gruppo; questa è la promozione. I costi di gestione del gruppo sono sempre un problema del consiglio direttivo, ciascuno si da da fare per trovare sostenitori esterni, alla fine se questi non si trovano, le spese ricadono sui soci stessi, lo stesso si potrebbe fare anche a livello di comitati inter-ente. Un sogno?  NO, esempi ce ne sono.
 

I COMMENTI

----- Original Message -----
Sent: Wednesday, February 09, 2011 8:26 PM
 

Come consueto pubblichiamo quanto ricevuto senza censure, abbiamo solo "aggiustato" (preavvisando l'autore) alcune espressioni, un tantino colorite, pur senza stravolgere il contenuto della mail - GB