L'ASSEMBLEA INFORMATIVA CSAINCICLISMO a RONCELLO

 

Roncello, 15/12/2011

 

Ha lavorato bene Biagio Nicola Saccoccio, in meno di tre mesi ha creato i presupposti per il mantenimento del ciclismo amatoriale nello CSAin.  Saccoccio, abile fruitore degli strumenti informatici, ha utilizzato tutta l’esperienza accumulata in oltre vent’anni di dirigenza, per tentare un’impresa abbastanza ardua ma non impossibile, ovvero, cercare di colmare un vuoto nell’ente senza    stravolgere eccessivamente il sistema,  applicando le normative vigenti e sopratutto ascoltando i suggerimenti della base.

Detta così la cosa sembra abbastanza semplice, se si conosce bene il “sistema” si può ben capire cosa e quanto sta dietro a tutto questo, da qualche parte, del resto, bisogna pur cominciare.

Un’interessante  assemblea quella andata in scena a Roncello, un’assemblea essenzialmente mirata all’illustrazione del progetto CSAINciclismo, un evento  che aveva come scopo quello di far conoscere gli aspetti concreti dell’iniziativa e  fare la conoscenza personale diretta, tra loro,  di  tutte le figure che sono diventate velocemente parte del progetto: i delegati locali e i coordinatori.

L’assemblea era inoltre aperta a tutti, quantomeno a chi voleva chiarire meglio i propri dubbi  porgendo quesiti. Noi, se pure senza voce in capitolo, abbiamo approfittato della ghiotta occasione per cercare di cogliere spunti chiarificatori sia sul progetto che sulla strana situazione creatasi.

Per entrare nel merito, a fare gli onori di casa è stato Valter Mariotti, uno dei primi a sposare la causa Csain e  grande esperto del sistema amatoriale per aver toccato con mano tutti i maggiori enti operativi in Lombardia, nonché il primo e unico organizzatore “concreto” a schierarsi contro l’egemonia Udace, con lui la dott.ssa Silvia Pollastri che ha recentemente assunto, per Csainciclismo,  il ruolo di coordinatrice regionale per la Lombardia; da parte CSAIn erano presenti il presidente dell’ente  Luigi Fortuna (una persona veramente squisita e competente)e il neo presidente  di Csainciclismo nonché vicario dell'Ente,  Biagio Nicola Saccoccio.   

Gradito ospite e grande esperto, il delegato ASI in consulta: Pierangelo Vignati, lui è di casa sia a Roncello che in consulta, quindi, una presenza utile e costruttiva.

Presenti in sala i neo rappresentanti di Csainciclismo sul territorio, ovvero: Gianluca Andrina e Marco Calvi (Piacenza-Emila); Tiziano Bardella (delegato alla  rappresentanza per il  Nord-Ovest), dirigenti  di società lodigiane e il potenziale candidato per Novara e Piemonte, Cesare Vecchio( da non credere, un vero segnale di coraggio allo stato puro per chi conosce questo sistema) . Hanno scusato la loro forzata assenza i delegati di Cremona e Sondrio.

Si tratta di un primo gruppo di persone competenti e disponibili per avviare l’opera di “colonizzazione” settentrionale che vanno ad affiancare le altre realtà già consolidate del centro e sud Italia.

Ciascuno dei presenti ha presentato se stesso ed illustrato  le proprie esperienze,  le motivazioni e le aspettative, tutti hanno infarcito la loro relazione con particolari  aneddoti, riferiti all’atteggiamento di alcune figure  dell’associazione  comune di provenienza: L’Udace.

Non staremo  ad entrare nel merito tecnico delle specifiche proprie come:  affiliazione, tesseramento e costi;  questi argomenti sono ampiamente trattati nel sito ufficiale Csainciclismo e sulle nostre pagine, le linee guida principali sono: la selezione di nuovi addetti per tutte le necessità e la creazione di un folto calendario di manifestazioni; nel frattempo, Valter Mariotti e la sua struttura si sobbarcheranno l’onere di dare sostegno tecnico logistico a tutti con l’intento di arrivare entro il 2012 alla costituzione di una buona rete di personale specializzato da utilizzare nei vari ruoli (giudici, dir.gara, etc).

Saccoccio ha ampiamente illustrato la bozza di base, i punti fermi  e le tabelle di marcia, ha evidenziato la vera forza dell'associazionismo insita in ogni associato ed ha  rivolto un’ invito a tutte le persone di buona volontà, che se la sentono, ad entrare nella nuova famiglia portando le loro capacità, disponibilità e …. passione!

Dal racconto fatto da tutti gli intervenuti è emerso una verità che tutti conoscono ma che in pochi hanno il coraggio di denunciare, TUTTI gli interventi hanno evidenziato il  “lavoro”,  messo verbalmente e telefonicamente  in campo,  da parte di esponenti Udace, teso a dissuadere i potenziali "fuggiaschi" con ogni mezzo a disposizione. Ovviamente di  scritto non c’è nulla, le stesse voci arrivano anche a noi ma se cercate sui siti o tra i comunicati non troverete mai nulla a riguardo.

La minaccia principe e ricorrente, che di anno in anno si trascina e si riaffaccia, è sempre la stessa: state attenti perché poi voi non correte alle nostre gare! Non è una novità, questo è un mezzo usato da anni , specie in prossimità di fine anno; prima con problemi assicurativi e fiscali, in un secondo tempo si è passati a limitazioni specifiche relative ad uno o più enti, insomma ogni anno è sempre una scoperta di novità.

L’intervento del presidente Fortuna ha riguardato un pò la storia dello Csain, dall’inizio ai giorni nostri, tra l’aneddotica ci ha messo anche le sua frequentazione con Luigi Leggeri, capo fondatore della DACE che è poi diventata Udace, lui stesso dice di aver poco frequentato il nostro ambiente ed è rimasto colpito da certi racconti che, in parte, conosceva. Lo stesso Fortuna ha anche allargato i concetti già espressi da Saccoccio relativamente alle normative vigenti in tema di adempimenti e regole, ribadendo gli oneri  posti in essere  da  ministeri e CONI, una fitta sequenza di normative  cui nessuno può sottrarsi e che CSAIn, in tutte le sue aree di attività è tenuto  far rispettare informando ed adeguando le sue iniziative. Ribadendo che,  negli ultimi anni, in tal senso, con Udace,  si sono dovute rivedere alcune procedure palesemente anomale,  giungendo ad una più chiara condivisione  delle reciproche responsabilità.   Adempimenti   necessari        a cui,  apparentemente,  si era  giunti con   convinzione  e senza   costrizioni, alla fine sembrava che le cose fossero chiarite ed accettate.

Su specifica nostra domanda sui motivi del divorzio, il presidente Fortuna riferisce:” guardi, mi creda, per il sottoscritto è stato un fulmine a ciel sereno, una lettera arrivata senza preavviso, ancora oggi io non conosco i motivi, ammesso che ce ne siano di validi, noi però non ne abbiamo fatto un dramma, se ad Udace non stanno bene le abitudini e il rigore con cui Csain, quale EPS deve attenersi,  hanno fatto bene ad andarsene, noi non abbiamo cercato spiegazioni ad ogni costo, abbiamo rispettato la volontà del presidente Barberis”;  continua poi Fortuna: “noi non serbiamo rancori e non ho motivo di pensare che Udace ne serbi a noi, continuo a mantenere rapporti  improntati sulla stima e rispetto reciproco, posso solo dire che se la nostra attitudine al rispetto delle regole, sia di Coni che di Federazione e Consulta,   erano troppo strette non vedo, francamente, chi possa offrire qualcosa di diverso, evidentemente c’è dell’altro, ma, ribadisco, io non ne sono a conoscenza”.

Nel corso della serata, il sottoscritto ha rivolto altre domande al presidente Fortuna e a Biagio Saccoccio, domante molto provocatorie allo scopo di far dire finalmente ciò che in tanti immaginiamo a proposito del procedere nelle alte sfere e della conduzione democratica  della dirigenza Udace, a quel punto, i nostri interlocutori hanno diplomaticamente risposto che oramai tutto questo non li riguarda più, ora sono problemi di altri, non è loro costume sparlare. Alla fine, ad onor del vero, da parte di tutti i presenti , l’Udace è stata definita la vera artefice della crescita del movimento amatoriale, uno sviluppo che ha però come unici e veri artefici i tanti veri appassionati del ciclismo; quindi, è necessario fare un distinguo netto tra l’associazione e alcuni suoi funzionari.

A dire di Saccoccio, lui è orgoglioso del suo trascorso in UDACE e  che intende conservare integro, tanti anni di militanza hanno formato la sua esperienza   ponendosi anche come  mediatore tra la spinta di CSAIN e le abitudini di Udace, alla fine non si può violentare se stessi, quindi meglio lasciarsi al reciproco destino. Le intese tra ACSI è Udace sono aspetti che riguardano i soli  soggetti interessati e gli organi di controllo preposti. Ai praticanti e agli altri Enti  interessano solo il rispetto e la condivisone delle regole sportive, così come comunemente deliberato in consulta del ciclismo. 

Alla fine le pulci  a Udace le hanno fatte i convenuti, i rappresentanti Csain ne hanno preso nota ma nulla di più, una questione di stile molto apprezzata dal sottoscritto che , anche se deluso dalle risposte, avrebbe avuto tanto piacere nel raccontare, nero su bianco, quel qualcosa  già noto che necessita solo di testimonianze dirette.

Una serata con una partecipazione dibattimentale fuori dal consueto, dove ciascuno ha cercato di farsi una propria idea, una serata da dove il sottoscritto esce con il compiacimento per aver conosciuto tante figure ancora giovani con tanta voglia di fare qualcosa, di dare un loro contributo; l’appassionata esposizione di Gianluca Andrina, Tiziano Bardella, Marco Calvi, Cesare Vecchio e di  Silvia Pollastri fanno ben sperare per l’evoluzione  del movimento.

La mia opinione personale è questa, visto che la maggior parte dei tesserati sembra tenere in particolar modo alla tessera Udace, non per amore ma per paura di non poter gareggiare in qualche gara, ebbene, abbiamo tutti il dovere di fare in modo, dove possibile, di togliere gare al calendario Udace e/o acquisire nuove ASD organizzatrici per altri enti o federazione; in subordine, agli organizzatori Udace chiediamo che tengano aperte le loro gare, è loro facoltà, vediamo se ci saranno ritorsioni e di che tipo; in terza battuta fatevi anche la doppia o tripla tessera, oggi ci sono buone opportunità (non vi sono EPS che vietano espressamente tale procedura, come unica limitazione ci risulta che la Consulta indica come    sanzione  la partecipazione a campionati di più enti); l’ultimo incoraggiamento è questo, Csain sta facendo la sua parte, la FCI sembra dare segni di risveglio operoso, l’ASI sembra ben disposta a ritagliarsi un proprio spazio sulla falsariga di ciò che avviene in Csain; l’Endas, anche dopo la fuoriuscita di Giroingiro rimane sempre attiva; tutti gli altri enti  operano  in consulta con perfetta intesa, quindi, lasciamo pure che Udace faccia la sua strada, siamo più che certi che alla fine qualcosa succederà  per dare modo ai più lungimiranti di salvare il patrimonio di appassionati veri che hanno fatto  grande Udace e che sono così lontani da certe anacronistiche forzature occulte.

 

G.Brancaccio