UDACE - ISTRUZIONI PER L'USO

a cura di G.Brancaccio

Ho pensato di mettere nero su bianco questi "consigli", pur non avendo titolo alcuno,  ho solo la grande fortuna di avere qualche amico molto più esperto che può dare un contributo agli amici dirigenti di ASD,  già che ci sono, ho voluto estenderli a chi ha voglia di leggersi tutta la pagina.

La prendo un pò alla larga; oltre mezzo secolo fa, Luigi Leggeri, appassionato ciclista e, come tutti, tesserato UVI (l'attuale FCI), stanco di tollerare le angherie e il menefreghismo federale decise di dare vita ad una delegazioni di ciclisti in ambito ENAL (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori), un ente di promozione e assistenza sociale;  Nacque così la DACE (delegazione amatori ciclismo Enal).

Gli scopi erano di fare del ciclismo amatoriale libero da tutte le limitazioni  esistenti e dai costi imposti da UVI.

Corsi e ricorsi storici, vediamo oggi.

Premetto che tutto ciò che segue è frutto di "interpretazioni", quindi, accertatevi sempre in proprio verificando le mie indicazioni, non è mio compito fare da tutore, al limite posso essere considerato "corsaro" o "zanzara", uno che infastidisce insomma; come ho scritto all'inizio, scrivo per gli amici che conosco personalmente, credo,però,  che la materia interessi una più platea più vasta.

Oggi, o meglio da qualche anno, la diretta discendente di DACE:  l'UDACE, si sta muovendo in modo abbastanza "particolare" (se la si osserva con spirito critico), il merito o la colpa , a seconda dei punti di vista, è unicamente del suo presidente nazionale e del ristretto gruppo dirigente, infatti, in barba ai contenuti del suo stesso statuto, sembra che punti sempre più con convinzione  a diventare una grande ASD con tante piccole sezioni al suo interno, un'estenuante ricerca di un'autonomia o indipendenza da tutto e da tutti,  puntando addirittura a farsi riconoscere dal CONI come un'ulteriore Ente di promozione che si occupi di ciclismo. Tutto ciò non è mistero ed è già nero su bianco.

Viene da chiedersi il perché, ma questo non ci riguarda, a noi interessano gli organizzatori e i praticanti e la loro serenità e libertà nell'espletamento della loro passione.

Atteniamoci ai fatti; a settembre 2011 Udace decide di staccarsi da Csain come ente di riferimento per il riconoscimento delle proprie ASD da parte   Coni; da una parte si racconta di  una  fila di enti che ambiscono al subentro, dall'altra sembra invece che ci sia una spasmodica e affrettata ricerca di un ente disposto a dare questa copertura, ciascuno la veda come crede, sta di fatto che due mesi dopo si apprende che la scelta è ricaduta su ACSI (peraltro ente già rappresentato nella consulta ciclistica nazionale).

Essendo già rappresentato in consulta . ACSI dovrebbe avere ben chiare le regole e i principi che regolamentano questa istituzione ed il suo stretto legame con gli organi di controllo del CONI, quindi, dovremmo dormire sonni tranquilli. Ci chiediamo, visto che Udace continua a sbandierare la volontà di indipendenza puntando ai  100.000 tesserati, con che spirito ACSI possa  accontentarsi  di fungere  da "traghettatore" alle legittime ambizioni di Udace (o forse meglio dire del suo presidente?),  vale la pena sorbirsi le probabili conseguenze di un accordo messo insieme in così poco tempo ?

Su questo quesito la storia ci dirà.

Continuiamo a guardare i fatti;  qualche giorno fa viene reso pubblico il nuovo modulo di affiliazione per il 2012, un modulo che, a nostro avviso, fa un balzo indietro di almeno 5 anni, un modulo dove Udace sembra voler dire più o meno così: "Noi vi abbiamo trovato un ente di riferimento che è in grado di darvi il riconoscimento per l'iscrizione al registro del coni, vi abbiamo fornito una polizza assicurativa adeguata ai requisiti attuali di legge, vi abbiamo fornito un regolamento per lo svolgimento dell'attività; ora tocca a voi decidere se affiliarvi ad UDACE, tenete presente che se vi serve il riconoscimento del CONI dovrete provvedere direttamente con l'ACSI seguendo le sue direttive, noi abbiamo fatto opera di intermediazione quasi come un'agenzia di servizi, adesso tutto il resto è affar vostro, a voi la decisione"; questa è una nostra libera interpretazione, un tantino ironica ma solo per far capire meglio la sostanza, oltretutto, a nostro giudizio, si tratta di un modulo in cui si fa un uso improprio di simboli che potrebbero far passare messaggi non proprio corretti; infatti ,se guardate bene, sul modulo compare  il simbolo del Coni ed altri simboli che sono una  dote portata da ACSI e utilizzabili solo dall'ente stesso; al limite, potreste chiedervi,   perché c'è bisogno dell'agenzia  che aiuta a far lievitare i costi? ma si sa, quando c'è l'amore non si bada tanto al sottile.

Il nostro sondaggio evidenzia alcune risposte tipo : " ma io conosco (.............)quando organizzo si occupa lui di tutto, per me è una comodità" - " tutto vero, però io devo badare alla volontà dei miei tesserati, nonostante tutto continuano ad aver  paura di non venire ammessi a qualche gara" - " ci fosse un minimo di calendario alternativo non esiterei un istante a cambiare ente"; questo è un piccolo esempio rappresentativo della situazione, una situazione radicata da tanti anni di " trovate" che mette in evidenza i pregi innegabili e la manipolazione esercitata per creare situazioni di "sudditanza" psicologica impartita a piene mani ad ogni occasione utile solo per  trattenere praticanti ed organizzatori. Una situazione che rende difficile distinguere i meriti delle singole persone,si fa apparire l'UDACE come una benemerita  che, nella realtà, tutto è frutto della semina  e del raccolto  per merito della grande passione   di encomiabili organizzatori.

In una situazione del genere, noi consigliamo le ASD che hanno necessità di iscriversi al registro del CONI, di fare prima l'affiliazione all'ACSI o in alternativa, di fare un'affiliazione parallela ad altro ente o federazione, se poi, siete proprio siete innamorati dell'attività  Udace o non ne potete fare a meno, fatevi anche l'affiliazione UDACE; mettetevi  al riparo da ogni rischio; vi rammentiamo che, in caso di contestazioni fiscali  sarete sempre e solo voi a risponderne e dovrete dimostrare di essere iscritti al registro CONI con tutto ciò che ne consegue. UDACE, DIRETTAMENTE   NON VI PUO' ISCRIVERE DA NESSUNA PARTE,  ci deve pensare l'ente di riferimento. al quale dovete, voi stessi, fare richiesta diretta accettando le regole e lo statuto dell'ente ed ottenere  la copia dell' avvenuta accettazione.

Se ritenete che non vi serva l'iscrizione al registro Coni siete liberi di fare ciò che vi pare, portate pure i 100.000 tesserati all'UDACE, al ciclismo servono gli organizzatori e non i tesserati, quindi, se avete un po d'amore per questo sport e lo volete svolgere senza troppi inutili paletti, portate le vostre gare agli altri enti e federazione, UDACE si tenga pure i tesserati, solo così potremo vedere, finalmente,  le reazioni dei presidenti provinciali;  a questi ultimi interessano si i tesserati, ma interessano molto di più le gare in calendario. I tesserati Udace saranno sempre liberi di correre dove vogliono, chi organizza già lo può fare sotto ogni egida o può chiedere collaborazione ad ASD amiche già operative sul territorio.

Qui nel milanese lo abbiamo già sperimentato.

Del resto, le dimissioni di ben tre consiglieri nazionali UDACE, l'uscita allo scoperto di qualche presidente di ASD che non ha avuto timore di dichiarare apertamente quanto da me esposto, il passaggio di quasi tutte le ASD dell'Italia centro -sud, la migrazione verso CSAIn di numerose ASD Lombarde, emiliane e piemontesi, la stessa cosa avvenuta in Friuli, le indiscrezioni su nuove migrazioni che arrivano con costante regolarità, l'annunciato calendario ASI, l'annunciato calendario FCI amatoriale, i già consolidati calendari UISP, ACLI, CSI, etc fanno ben sperare per il futuro prossimo del ciclismo amatoriale in termini di libera circolazione, intanto pensiamo a quello, poi facciamo arrivare il dialogo tra enti per la normalizzazione e condivisione. Gradualmente dovremmo poter arrivare al dopo UDACE senza grossi traumi.

Come abbiamo più volte auspicato, i nuovi mezzi di comunicazione, stanno portando alla ribalta le evidenze, a questo punte le persone dotate di una capacità di riflessione e ragionamento autonomi non possono che portare acqua al mulino giusto. Purtroppo in questo settore si è perso del gran tempo, come minimo si sta viaggiando con due anni di ritardo sulla mia personale tabella di marcia, ma alla fine la meta si comincia ad intravedere.

Francamente  spiace che tutto questo debba avvenire in questo modo a scapito di tante belle persone, l'UDACE. quella vera che conoscete voi, non si meritava una simile gestione e siamo tutti ansiosi di poter guardare negli occhi  tutte quelle figure che vi hanno portato a questa situazione, tutta gente che ha trovato comodo stare sul treno più pieno e che nei prossimi mesi dovrà inventarsi qualcosa per giustificare il loro colpevole silenzio.

Voglio usare una metafora semplice che serva a rendere meglio l'idea della situazione.

Quando la mattina, a casa vostra, siete nel vostro bagno, siete i padroni assoluti della situazione, le regole le fate voi e  i metodi pure, scegliete i prodotti e tutto il resto. Quando uscite dovete già relazionarvi con gli altri componenti la famiglia e con le regole e le abitudini comuni. Quando uscite dalla vostra abitazione venite coinvolti in una moltitudine  di regole comuni e di obblighi; quando arrivate in ufficio, in fabbrica in negozio etc...entrano in gioco altre relazioni e così via; in altre parole, se vivete in un mondo tutto vostro potete fare ciò che volete, ma quando oltre a voi stessi, rappresentate anche altra gente le cose sono un tantino più complicate sia dei confronti dei vostri rappresentati che nei confronti del prossimo.

A quanto vediamo, il presidente UDACE quando esce di casa è convinto di essere solo, si dimentica del suo ruolo, segue  delle  regole proprie che si dimentica di comunicare  anche ai suoi più stretti collaboratori, per non parlare dei sui rappresentati, quelli contano ancora di meno, quelli li informa, se e quando crede, in modo approssimato,  mettendoli di fronte al fatto compiuto.

Non è così che dovrebbero funzionare le cose, cercate di svegliarvi, va bene non avere tempo, va bene non guardare certe sottigliezze, ma il passaggio da un'ente all'altro, con tutto ciò che ne consegue, dando come spiegazione solo quella di evitare di essere fagocitati  mi sembra molto riduttivo e offensivo e non tiene conto della situazione in cui vi ha cacciati dandovi solo poco tempo per decidere. Per vostra fortuna c'è chi da anni si sta sbattendo lavorando anche per voi, quindi, aspettate che passi il prossimo treno pieno e saltateci su senza dare nell'occhio, ci penseremo noi, e per noi intendo tutti gli altri enti,  federazione e ASD più "autonome intellettualmente",non certo Ciclismoaltomilanese; noi, finche potremo, continuaeremo a mettere in evidenza tutti i riciclati pavidi e trasformisti e i loro espedienti.

Del resto, come ebbe a scrivere a suo tempo Benito Fornaro, per essere scacciati da Udace basta salutare qualcuno che sta antipatico al presidente , vero o falso  lui lo affermò firmandosi.

Quindi comprendiamo solo in parte quelli che hanno timpore a manifestare il loro pensiero, essere radiati dall'Udace a volte può essere una rinascita insperata.

Qui sotto alleghiamo il modulo di affiliazione, l'articolo 1341 del C.C.( dove confermate di essere edotti di tutto quanto state sottoscrivendo in tutto e per tutto, la legge non ammette ignoranze, tutto questo relativamente a quanto in essere AL MOMENTO DELLA FIRMA),  ed un estratto della celeberrima "circolare 1", lo facciamo per i curiosi che non seguono Udace direttamente e per i  distratti, sul modulo trovate l'impostazione descritta, sulla circolare trovate le indicazioni generali da cui abbiamo estratto le norme per i controlli antidoping e sull'apertura delle gare.

Come tutti dovrebbero sapere le norme antidoping le fa il CONI e sono uguali per tutti gli sport ed espletati dal ministero della salute, quindi, quanto indicato non serve a poco o nulla; mentre, per l'apertura delle gare ci si dovrebbe attenere alle norme concordate in consulta , a meno di uscirne con tutto ciò che ne conseguirà. Oltretutto, in tema di apertura si afferma  di lasciare la massima ed indiscutibile discrezionalità alle ASD in funzione dei criteri tecnici richiesti dalla manifestazione ......? che significa?

Signori guardate, mi fermo qui e fate un pò voi, dal canto nostro continueremo ad evidenziare e segnalare, a chi di dovere, tutte queste iniziative, se Udace è a posto non ha nulla da temere anche perché alla fin fine chi ha qualcosa da perdere sono sempre le ASD, il presidente Udace ha la sola responsabilità dichiarata di stipulare la polizza assicurativa(e noi aggiungiamo quella di cambiare ente in funzione di parametri esclusivamente personali) , tutto il resto sono affari dei presidenti provinciali e dei presidenti di ASD.

Tutto questo lo devo alla memoria del compianto Bruno Alfeo che non ha fatto in tempo a vedere l'esito finale, lui era convinto di poter cambiare qualcosa dall'interno, in realtà dall'interno non cambierai mai nulla senza rimuovere il tappo, i dati di fatto lo dimostrano, qui dobbiamo fare affidamento sugli altri enti, sulla federazione, sul CONI e dai pochi temerari che hanno avuto il coraggio di osare.

Per tornare alla metafora precedente, bisogna che il presidente e l'ACSI, si rendano conto che, quando si va per il mondo le proprie libertà finiscono dove iniziano quelle degli altri, se poi ci muove  con cariche o ruoli la cosa è ancora più importante, speriamo che ACSI abbia la serenità e chiarezza d'idee necessaria per non farsi trascinare in situazioni contrarie, oltre che al resto,  anche al proprio statuto.

I prossimi giorni e i prossimi mesi sono importantissimi, voi tutti ed anche gli enti state prendendo contatto con le nuove realtà, non passa giorno senza che arrivino buone notizie ma quasi sicuramente le miglior arriveranno nel 2012, intanto accontentiamoci, la risposta generale è andata oltre le previsioni, avete avuto poco tempo per decidere ma avete risposto alla grande, speriamo con queste righe di aver dato un'ulteriore contributo agli indecisi. Parola d'ordine: non inserire gare in calendario UDACE, o almeno limitarne  limitarne il numero, il resto verrà da sè.

Grazie, a nome del ciclismo libero che fa capo in consulta, a tutti quei presidenti e dirigenti vari, che hanno dato e continuano a dare il loro contributo per cercare di cambiare queste logiche perverse, portando gare alternative e offerte concorrenziali, sia dal punto di vista dei costi che dal punto di vista della gestione, una volta spazzato il campo anche il lettore potrà   dare il suo contributo migliorativo all'ente che si è  scelto oppure  cambiare ente, ben sapendo che almeno le basi essenziali sono comuni a tutti.

Un particolare ringraziamento ai responsabili degli enti di promozione riconosciuti e FCI ,con i quali mi relaziono molto spesso;   al "mitico" dott. GRILLI, una persona squisita quanto dotta che sa vedere anche al di la di quanto riusciamo a vedere noi e che , oltretutto, conosce bene il pascolo e il pastore per la passata conoscenza diretta e che è stato il primo a cercare di porre rimedio alle anomalie tipiche di UDACE.