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LA S.C. SARONNI - 2012 ANNO DI TRANSIZIONE pagina a cura di LUCA CANTONI |
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| 02/11/2011
· Innanzitutto, cosa è successo esattamente a Sandro Cogliati(foto a sinistra sotto) , il vostro decano tra i DS? e adesso come sta? Mentre si allenava sulle strade del Comasco , un’auto gli ha attraversato la strada e non è riuscito ad evitare l’impatto, subito trasportato in ospedale non ha evidenziato danni gravi a parte le solite escoriazioni ed ematomi, in definitiva nulla di grave e se la caverà in una decina di giorno, Sandro è un "duraccio", ci vuol ben altro per tenerlo fermo!
Pienamente soddisfatti, abbiamo vinto due titoli provinciali e ben figurato in tantissime gare in tutte le categorie, forse, per noi una delle migliori stagioni in assoluto Cosa c’è di vero a proposito di certe voci che circolano in merito al un vostro abbandono delle categorie Esordienti e Allievi?
A vostro avviso cosa c’è che non funziona o è perfettibile nelle attività giovanili ? A mio avviso, in qualità di ex corridore, di padre e di presidente, posso dire che nelle categorie giovanissimi vedo, in tanti, forse troppi genitori, dei comportamenti a dir poco irrazionali, molti di loro vede , o vorrebbe vedere, nei loro piccoli una sorta di super campione; si cerca il risultato già a questo livello, esortazioni a non tirare, al risparmio, alle tattiche, insomma un’impostazione che non tiene conto delle esigenze dei ragazzi a quell’età, se un bambino non fa risultato si mette poi a piangere, cose inaudite da vedere sui campi di gara di questa categoria. Per contro, chi ha la fortuna di avere il figlio che vince si comporta in modo da creare delle facili e false illusioni. Sono in pochi a capire che a quell’età ci sono troppe disparità legate allo stato di avanzamento nello sviluppo psico fisico del bambino. Un’altra constatazione che abbiamo fatto durante la nostra esperienza societaria riguarda le scelte di calendario operate dalla federazione; notiamo infatti che le principali gare su strada e su pista trovano sempre posto nel periodio a cavallo tra maggio e giugno, un periodo in cui in certe fasce d’età ci sono anche gli esami o le verifiche , quindi i ragazzi devono sobbarcarsi un notevole carico di lavoro per far fronte al duplice impegno, poi, paradossalmente, finiti gli esami terminano anche le prove titolate . Penso che si dovrebbe fare in modo di posticipare, quantomeno, l’attività su pista dal mese di luglio in avanti. Da anni proviamo a suggerire queste cose ma sembra che non si possa fare diversamente e non ho mai ben capito il perché. · Quanto contano, per voi, la qualità e la quantità dei risultati ottenuti sul campo? Ho gia accennato prima che per noi i risultati contano qualcosa da esordiente in avanti, ma solo “qualcosa”, per noi conta molto di più l’impegno profuso negli allenamenti e in gara, certo se arrivano anche i risultati tanto meglio per il ragazzo, però non bisogna farne un dramma, se un ragazzo si impegna e gareggia al meglio delle proprie possibilità ha fatto ciò che noi ci aspettavamo, chi ha corso lo sa che non sempre il risultato è lo specchio della condizione e del comportamento in gara. · Per quanto attiene la vostra esperienza, qual’ è la miglior soddisfazione per un dirigente e/o tecnico di ASD? E se c’è, basta a gratificare di tutto il tempo dedicato? Di sicuro è la serietà e l’impegno che ciascuno dimostra , il risultato ci auguriamo tutti che arrivi ma non ne facciamo una priorità, a noi va bene anche se i nostri ragazzi vinceranno poi da grandi; ci sentiamo appagati quando riusciamo ad ottenere tutto questo e a dire il vero lo siamo quasi sempre. Insomma, sempre le solite cose che sono scontate per chi ha esperienza, certo il difficile è far capire anche ai ragazzi tutto questo comportandoci di conseguenza. · Uno dei problemi per le ASD locali , ma non solo, è l’età media avanzata dei dirigenti, voi avete dirigenti giovani che possono garantire la continuità della ASD con il loro entusiasmo? · Questo non è il nostro caso, tra noi c’è qualche ultrasessantenne ma la maggioranza sono giovani, al seguito dei ragazzi abbiamo gente giovane, diciamo trentenni. A mio avviso, almeno per chi si occupa di giovanissimi, il vero problema è il reperimento del materiale umano e la disponibilità di un luogo sicuro dove allenare. I genitori temono molto, soprattutto, questo aspetto e quindi noi ci adoperiamo per tranquillizzarli utilizzando percorsi sicuri e presidiati, ma tutto questo diventa sempre più difficile, abbiamo fatto qualche proposta alle istituzioni e speriamo sempre che ci possano mettere a disposizione qualcosa di chiuso al traffico. Un genitore senza esperienza di ciclismo quando ci chiede le modalità di allenamento il più delle volte resta traumatizzato dall’immaginare il proprio figlio girare su strade trafficate. Quindi al momento per noi il vero problema è solo questo Grazie e in bocca al lupo. |
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| Antonio Saronni nei panni di C.T. azzuro di ciclocross | |
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| Antonio Saronni corridore professionista | |
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IL RESOCONTO DEL SEGRETARIO |
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