LA S.C. SARONNI - 2012 ANNO DI TRANSIZIONE

pagina a cura di LUCA CANTONI

 
 
02/11/2011

E' un fiume in piena Antonio Saronni(foto a fianco), ex professionista e presidente dell'omonimo team di San Lorenzo di Parabiago; dalle sue parole traspare, per la prima volta in 15 anni di attività, una certa amarezza e delusione. Al di la della soddisfazione per l'ottima annata dei sui ragazzi, da pochi giorni ha ricevuto parecchie richieste di trasferimento da parte di tesserati della cat. Esordienti e Allievi, una situazione inaspettata che ha indotto i responsabili a sospendere, dal  2012 l'attività, appunto, delle due categorie. Vediamo quindi nel dettaglio lo sfogo del presidente altomilanese.

·   Innanzitutto, cosa è successo esattamente a Sandro Cogliati(foto a sinistra sotto)  , il vostro decano tra i DS? e adesso come sta?

Mentre si allenava sulle strade del Comasco , un’auto gli ha attraversato la strada e non è riuscito ad evitare l’impatto, subito trasportato in ospedale non ha evidenziato danni gravi a parte le solite escoriazioni ed ematomi, in definitiva nulla di grave e se la caverà in una decina di giorno, Sandro è un "duraccio", ci vuol ben altro per tenerlo fermo!

Siete soddisfatti della vostra stagione?

Pienamente soddisfatti, abbiamo vinto due titoli provinciali e ben figurato in tantissime gare  in tutte le categorie, forse, per noi  una delle migliori stagioni in assoluto

Cosa c’è di vero a proposito di certe voci che circolano in merito al un vostro abbandono delle categorie Esordienti e Allievi? 

Diciamo che nonostante la stagione positiva e la nostra lunga attività in campo giovanile che ci ha visti far crescere parecchi ragazzi, quest’anno,  abbiamo dovuto constatare che, evidentemente, per qualcuno la permanenza per lungo tempo in uno stesso gruppo crea qualche dubbio sulla bontà del nostro lavoro, o forse c’è dell’altro che non conosco. Sta di fatto che ai primi di Ottobre alcuni nostri tesserati hanno manifestato la volontà di trasferirsi ad altro sodalizio, questo nonostante avessimo già fatto progetti per il prossimo anno. Probabilmente, ma è una supposizione, ci viene contestata la scarsità di risultati immediati, la nostra politica è imperniata da sempre su una sana crescita dei ragazzi che , a nostro avviso, solo da allievi devono iniziare a cambiare registro, tutto ciò che avviene nelle categorie giovanissimi ed esordienti serve a formare il bagaglio di esperienza del ragazzo lasciandogli modo di praticare un’attività agonistica che, per quelle età, continuiamo a considerare come un mix equilibrato tra sport e attività ludica. Molto probabilmente, dicevo, a certi genitori, i nostri tempi stanno stretti, vorrebbero vedere il loro ragazzo come un campioncino già a queste età, ed è quindi normale che questa differenza di vedute abbia creato questo malinteso. Quindi, una volta constata la situazione, di fatto abbiamo deciso di sospendere l’attività esordienti e allievi, le due categorie che ci hanno creato problemi; non ci è parso il caso di ricercare sostituti prelevandoli da altre squadre; continueremo quindi con la sola attività giovanissimi sperando di poter ricomporre dal vivaio, in futuro, anche l’attività delle due categorie superiori. Questo è il quanto; esattamente non abbiamo capito le esplicite ragioni delle dipartite ma non staremo certo a creare ostacoli nel rispetto della normativa federale, , se sono convinti di trovare gruppi più congegnali alle loro aspettative provino pure, noi di certo non cambieremo politica. Di certo che questo mancato feeling lascia un segno, ci insegna che non puoi mai fare progetti da solo dando per scontato una soddisfazione dei genitori che non hanno mai manifestato diversamente, dovremo tenerne conto.

 A vostro avviso cosa c’è che non funziona o è perfettibile nelle attività giovanili ?

A mio avviso, in qualità di ex corridore, di padre e di presidente, posso dire che nelle categorie giovanissimi vedo, in tanti, forse troppi  genitori, dei comportamenti a dir poco irrazionali, molti di loro vede , o vorrebbe vedere, nei loro piccoli una sorta di super campione; si cerca il risultato già a questo livello, esortazioni a non tirare, al risparmio, alle tattiche, insomma un’impostazione che non tiene conto delle esigenze dei ragazzi a quell’età, se un bambino non fa risultato si mette poi a piangere, cose inaudite da vedere sui campi di gara di questa categoria. Per contro, chi ha la fortuna di avere il figlio che vince si comporta in modo da creare delle facili e false illusioni. Sono in pochi a capire che a quell’età ci sono troppe disparità legate allo stato di avanzamento nello sviluppo psico fisico del bambino. Un’altra constatazione che abbiamo fatto durante la nostra esperienza societaria riguarda le scelte di calendario operate dalla federazione; notiamo infatti che le principali gare su strada e su pista trovano sempre posto nel periodio a cavallo tra maggio e giugno, un periodo in cui in certe fasce d’età ci sono anche gli esami o le verifiche , quindi i ragazzi devono sobbarcarsi un notevole carico di lavoro per far fronte al duplice impegno, poi, paradossalmente, finiti gli esami terminano anche le prove titolate . Penso che si dovrebbe fare in modo di posticipare, quantomeno, l’attività su pista dal mese di luglio in avanti. Da anni proviamo a suggerire queste cose ma sembra che non si possa fare diversamente e non ho mai ben capito il perché.

·    Quanto contano, per voi,  la qualità e la quantità dei risultati ottenuti sul campo?

Ho gia accennato prima che per noi i risultati contano qualcosa da esordiente in avanti, ma solo “qualcosa”, per noi conta molto di più l’impegno profuso negli allenamenti e in gara, certo se arrivano anche i risultati tanto meglio per il ragazzo,  però non bisogna farne un dramma, se un ragazzo si impegna e gareggia al meglio delle proprie possibilità ha fatto ciò che noi ci aspettavamo, chi ha corso lo sa che non sempre il risultato è lo specchio della condizione e del comportamento in gara.

·    Per quanto attiene la vostra esperienza, qual’ è la miglior soddisfazione per un dirigente e/o tecnico di ASD? E se c’è, basta a gratificare di tutto il tempo dedicato?

Di sicuro è la serietà e l’impegno che ciascuno dimostra , il risultato ci auguriamo tutti che arrivi ma non ne facciamo una priorità, a noi va bene anche se i nostri ragazzi vinceranno poi da grandi; ci sentiamo appagati quando riusciamo ad ottenere tutto questo e a dire il vero lo siamo quasi sempre. Insomma, sempre le solite cose che sono scontate per chi ha esperienza, certo il difficile è far capire anche ai ragazzi tutto questo comportandoci di conseguenza.

·    Uno dei problemi per le ASD locali , ma non solo, è l’età media avanzata dei dirigenti,  voi avete dirigenti giovani che possono garantire la continuità della ASD con il loro entusiasmo?

·    Questo non è il nostro caso, tra noi c’è qualche ultrasessantenne ma la maggioranza sono giovani, al seguito dei ragazzi abbiamo gente giovane, diciamo trentenni. A mio avviso, almeno per chi si occupa di giovanissimi, il vero problema è il reperimento del materiale umano e la disponibilità di un luogo sicuro dove allenare. I genitori temono molto, soprattutto, questo aspetto e quindi noi ci adoperiamo per tranquillizzarli utilizzando percorsi sicuri e presidiati, ma tutto questo diventa sempre più difficile, abbiamo fatto qualche proposta alle istituzioni e speriamo sempre che ci possano mettere a disposizione qualcosa di chiuso al traffico. Un genitore senza esperienza di ciclismo quando ci chiede le modalità di allenamento il più delle volte resta traumatizzato dall’immaginare il proprio figlio girare su strade trafficate. Quindi al momento per noi il vero problema è solo questo

Grazie e in bocca al lupo.

 
 
Antonio Saronni nei panni di C.T. azzuro di ciclocross
Antonio Saronni corridore professionista
 

 

IL RESOCONTO DEL SEGRETARIO