INTERVISTA A BIAGIO NICOLA SACCOCCIO

Vice presidente CSAIn - responsabile e coordinatore nazionale CSAInciclismo

29/10/2011  a cura di G.Brancaccio

 
vedi anche l'intervista su Ruote Amatoriali

Alla mia solita maniera, ovvero, cercando di non essere maleducato ma,  come qualcuno mi ha definito "un personaggio scomodo ma coerente", ho richiesto ed ottenuto questa intervista  dal sig. Biagio Nicola Saccoccio, un'intervista con scambio di e-mail, come preferisco, con questo sistema si ha sempre la possibilità di avere documenti originali, giusto per non rischiare smentite sulla veridicità dei contenuti. Dicevo, preferisco questo sistema per averci gia sbattuto contro il naso, dovessi infatti rendere pubbliche certe e-mail di alcuni esponenti UDACE , rileggendole,ci sarebbe dal morir dal ridere (o piangere),tutta roba che darebbe qualche delusione e tante conferme al grande capo UDACE. Non rappresento nessuno, ho modo di avere qualche conoscenza in giro, da loro mi arrivano le più disparate richieste e perplessità, e visto che la verità la trovi  più correttamente  alla fonte, ho pensato di non cercare altre strade e di interpellare il responsabile della "novità" in campo cicloamatoriale. E' incredibile come molta gente "tema" ad esporsi pubblicamente, ma li capisco. Ovviamente ho messo in preventivo anche  i possibili commenti negativi che questa iniziativa susciterà da parte di alcuni "fedelissimi udacini",  la cosa non mi crea nessun tipo di problema(non posso essere squalificato a vita o radiato), derivo anch'io da  quella parte e la mia esperienza me la sono fatta a suon di maledizioni da una parte e di ricerche approfondite dall'altra. Il mio unico scopo è di conoscere un pò meglio il coordinatore della nuova (relativamente) realtà amatoriale per valutare e sottoporre, anche al visitatore, alcuni aspetti dell'uomo e delle sue idee  anche con l'ausilio dialcune immagini a complemento del quadro generale.

Non ci interessa l'aspetto atletico ma ci fa piacere apprendere che stiamo discutendo con qualcuno che in bicicletta c' è salito anche per gareggiare

Nell'intervista il sig. Saccoccio parla di "dirigenti responsabili" che , per essere tali, devono tenere sempre in evidenza le critiche e gli appunti al pari degli elogi; le critiche servono , a volte, a riconsiderare certe prese di posizione e/o, in alternativa  a consolidare le proprie convinzioni; l'importante è partire con il piede giusto facendo tesoro delle esperienze negative, le premesse ci sono e il prossimo step riguarderà i fatti concreti. Priorità, quindi, a tesseramento e affiliazioni,   subito a ruota una serie di contatti con tutte le persone di buona volontà di mentalità aperta e lungimiranti per instaurare un nuovo tipo di dialogo che possa portare a quei calendari alternativi multiente che stanno tanto a cuore al sottoscritto.

G.Brancaccio

PS. in fondo all'intrvista trovate alcune foto di un Saccoccio ciclocrossista e dirigente ed un'altra intervista rialasciata e pubblicata dall'organo ufficiale CSAIn

 

 

Gentile sig. Saccoccio, nel ringraziarla per averci inserito tra i destinatari delle sue recenti comunicazioni relative al divorzio tra udace e CSAIn , alle dimissioni sue e del suo collega Nevio Cipriani  e alla sua nota esplicativa sulle intenzioni di Csain, noi non ci conosciamo personalmente ma solo in maniera epistolare, sfrutto quindi i mezzi di comunicazione a me più consoni  per approfondire meglio alcuni aspetti  che presumo interessino i nostri visitatori-amatori.

La prima domanda; come ha conosciuto ciclismoaltomilanese? Immagino che per certe nostre scelte e per le convinzioni  anti udacine abbia di noi , o meglio del sottoscritto, una certa    “immagine” negativa, la cosa, ci tengo a dirlo  è voluta e perseguita con la massima ostinazione, ritengo altresì, di averlo fatto  con la massima educazione,  che mi dice a proposito?

Innanzi tutto  prima di dare delle  specifiche risposte alle sue   domande, alle quali  rispondo  con piacere, tengo a dire che lo farò con la dovuta obiettività, attenendomi a fatti concreti senza soffermarmi  in sterili polemiche che non   appartengono al mio agire.  Ciò premesso, vengo a questa sua domanda. Io ho cercato (ovviamente cerco tuttora)  di adempiere al mio ruolo dirigenziale con equilibrio e con quel  giusto piglio di autocritica che, credo,  debba appartenere  alle persone dotate di un minimo di buonsenso e lungimiranza, quindi, ho seguito da sempre e con attenzione,  le vostre (come di altre)  pubblicazioni  "anti udace" ( come lei le definisce).    Pur non essendo spesso d'accordo con  l'accento  di ciò che leggevo, ho ritenuto i suoi scritti sempre utili ad interrogarmi sulle problematiche del settore.  Quindi a mio avviso il suo giudizio critico è stato un ulteriore mezzo  di riflessione. Il che, per un dirigente attento, risulta utile, quindi, personalmente  non    ho mai avuto un'immagine negativa della sua persona. Anzi, tutt'altro!

Questa non è una domanda ma una precisazione necessaria. In ambiente UDACE ho avuto modo di incontrare un ristretto numero di personaggi “viscidi” , non ho un  termine migliore per rendere l’idea di persona che dice una cosa e ne fa un’altra,  con una  predisposizione alla manipolazione della realtà; ovvio che per esprimere questo tipo di giudizio la persona la devi aver  frequentata o quantomeno  valutata su basi “oggettive”,  poi il giudizio è sempre, ovviamente, soggettivo.  Per contro la maggioranza di UDACINI è fatta di persone squisite e operative come ne trovi poche in giro. Anche lei è stato e sarà giudicato in base ai fatti, intanto però le devo dare atto che, come rappresentante in consulta, è stato uno di quelli che ha dato ascolto, quantomeno quello,  mi rendo conto che ascoltare non significa dare ragione ma è già qualcosa, il saper ascoltare è una buona dote di tutti i dirigenti che poi devono decidere. Questo forse le farà vedere le cose in una luce diversa da quella usata fino a ieri. Per poter proseguire era necessaria questa precisazione.

Rispondo, partendo dal fatto concreto che l'UDACE  è fatta di persone squisite operative e per bene,  aggiungo anche che , inoltre, vi è un nutrito gruppo dirigente che per soddisfare le istanze comuni agli  associati   supera anche situazioni conflittuali e  concettuali (io ho la presunzione di annoverarmi  tra questi);  infine, vi è un altro gruppo di dirigenti che per preconcetti o interessi di parte,    è persino capace di  arrivare a  stravolgere la realtà.  Non aggiungo altro!  Io esigo di essere giudicato in base ai fatti, il problema è che spesso i giudizi (negativi  ovviamente) , vengono da persone che guardandosi allo specchio   vi vedono riflessa l'immagine di altri, non  la propria.  Lei tempo fa, intrattenendomi   su  problematiche relative al mio ruolo in consulta,  ebbe a dirmi di aver  riscontrato nel mio modo di agire una chiara obiettività, quasi meravigliandosi. Quindi è lei stesso che affermò, e credo può tutt'ora farlo,   che è da tempo che le cose  vedevo  con la luce diversa, non dico che necessariamente sia  quella giusta.  

 

Il presidente UDACE continua a cavalcare l’assoluta autonomia economica dell’associazione UDACE  rimproverando ad “altri” il sostentamento da contributi pubblici, può essere che tra questi “altri” intendesse anche lo CSAIn ? potrebbe essere questo uno dei motivi del divorzio ? anche il nuovo ente di riferimento Udace  è beneficiario di contributi, quindi? Lei che dice?

Intanto va subito evidenziato che chi si avvale di contributi pubblici è nelle giuste prerogative per averne.  Poi, se il  presidente udace   rimarca l'autonomia economica dell'organismo da lui diretto, e nel diritto di farlo.    Anche se non è del tutto obiettivo quando parla dell'utilizzo dei  sostentamenti pubblici.   E' ovvio  che volesse intendere anche lo CSAIN.  E mi spiego meglio, pur senza entrare nei particolari:     quanto si è  parte integrata di una struttura finanziata, come lo è stato udace  nello  CSAIn,  come  conseguenza di questa situazione    si è riconosciuti anche ufficialmente  per le attività sportive delegate, quindi,   nella fattispecie,   udace    ha usufruito di alcune  derivazioni   dei  progetti sportivi di CSAIn  e di ciò che ne consegue, oltre a supporti pratici e di carattere funzionale.    Ripeto, soffermasi su questo è ormai del tutto inutile, certo è che udace non ha solo beneficiato   dei requisiti dell'ordinamento sportivo    per gli  affiliati! Ognuno faccia le proprie deduzioni.  Comunque non  è stato questo il motivo di "divorzio". Per quanto attiene al nuovo Ente, cosi detto di  "riferimento", sono aspetti che non mi toccano e su cui le risposte le darà il tempo.  

Da ciò che lei e Udace scrivete, alla fine non si capisce cosa diavolo è successo esattamente, il presidente UDACE parla di rapporti guastatisi nel tempo ma non indica esattamente i punti essenziali, lei può dire qualcosa in più, almeno per quanto le consta?  Il presidente UDACE dice che, se divorzio c’è stato, non è certo per  colpa di Udace.  Se preferisce o ritiene  opportuno non approfondire nei dettagli la comprendiamo , ma almeno a grandi linee cosa si è guastato in modo così irreparabile??

Nonostante la mia  sofferta  decisione di lasciare l'udace, non posso che  riconoscere che la stessa è stata una parte importantissima della mia vita, e tale rimarrà.  Intanto va precisato che la situazione associativa UDACE     è unica nel suo genere e,  sicuramente,  non sarebbe soggetta a vincoli particolari se la sua attività non fosse sportiva,  bensì di altro genere. Ciò premesso, per dare una appropriata risposta a questa domanda  bisognerebbe fare    l'intera analisi dell'associazionismo UDACE e suoi correlati all'ordinamento sportivo italiano. Brevemente:  al riguardo bisogna ricordare le motivazioni che con la soppressione dell'ENAL indussero diverse associazioni, che già operavano sotto tale egida, ad aderire a CSAIN quale EPS riconosciuto dal CONI ecc. Ci sono stati poi avvicendamenti normativi che hanno portato ad una sempre maggiore fiscalizzazione e formalizzazione dell'intesa più genericamente stipulata nel lontano 1981. Sin sul  finire degli anni 90 il CONI eccepì l'anomala posizione di udace in CSAIn, e questo a seguito delle già  intercorse normative, tuttavia il problema prese ulteriore  corpo con l'istituzione del  Registro Coni  e con l'entrata in vigore della  Legge 289/2002, più specificatamente all'art. 90 della stessa (Ho avuto modo di costatare che al riguardo il dott. Grilli si spesso intrattenuto  sulle vostre colonne, quindi ritengo  che la questione sia ben nota).

Da qui la sempre maggiore  attenzione  da parte degli uffici CONI deputati al controllo delle applicazioni normative, quindi,    la imprescindibile e doverosa esigenza   di CSAIN a far si che gli iter, oltre ad essere codificati,  fossero opportunamente rispettati.  Così quindi le indispensabili e  condivise determinazioni degli  ultimi anni, comunque ben rappresentate dai documenti ormai di dominio pubblico (come noto, prima condivisi e poi rigettati, se  pur in presenza di indipendente operatività). 

 

Nel frattempo, nel 2003 il CONI aveva reclamato l'adeguamento  statutario che ponesse tutti gli aderenti consociati CSAIn  (affiliati e soci) sullo stesso piano e con medesimi diritti. Cosa che trovò una parte  di CSAIn in disaccordo e da cui scaturì la scissione e l'istituzione di  ASC,  fondata dalla frangia minoritaria.  Da questo derivò che,  pur in presenza della  salvaguardia    di autonomie amministrative delle strutture specialistiche, affilati e soci entrarono a far parte in modo diretto anche di CSAIn, con i  conseguenti benefici formali previsti.   

A seguito di queste innovazioni statutarie, condivise da Udace, ogni associato ha acquisito il diritto  formale a partecipare,   e con pieno titolo,  alle assemblee CSAIN a tutti i livelli associativi, tant’è che in modi assolutamente condivisi,   molti di questi ne rivestono tutt'ora ruoli istituzionali nello stesso, e di cui io stesso  ne  ero espressione.  

Lei ricorda che il presidente  parla di "rapporti guastatosi nel tempo". Questi rapporti   "guastati" li deve aver percepiti solo lui, a me non risultano. Cosa posso aggiungere se non  supporre  che,  evidentemente,    tanta democrazia era  in contrasto con le sue personali  opinioni e con lui anche alcuni dei suoi sapienti  seguaci, tanto da giungere alle determinazioni deliberate nell'ultima seduta di   consiglio.   Se io, come altri colleghi, avessimo  ritenuto che le colpe fossero attribuibili a CSAIn, non avremmo certo fatto le scelte operate. Comunque il presidente è nelle facoltà  di pensarla come crede e di agire di conseguenza. Ovviamente non condivido, ma non sta a me giudicare le sue    idee. Gli atti parlano diversamente. In ogni caso  non credo che  può aver, e ritengo non abbia,  la presunzione  di parlare per tutti gli associati udace.  

 Ma per una maggiore semplificazione,  voglio anche ricordare che quanto tracciato  non riguardava solo udace,  ma tutte le associazioni specialistiche aderenti allo CSAIn. Allo stato dei fatti nessuna di queste,  ha mai avuto da ridire o lamentarsene.

 

Al di la di quanto visto penso che ora, più che in passato, ci si debba interessare di più del nuovo scenario e delle concrete possibilità di sviluppo di questa nuova entità, un’entità che sulla carta dovrebbe aver acquisito la necessaria esperienza per non partire con il piede sbagliato, ha già abbozzato un’ipotesi  di scadenziario ? presumo che un’organizzazione nuova abbia bisogno di messe a punto non da poco, lei parla di attività, per il 2012 di tipo  PROMOZIONALE , cosa intende esattamente?

Per dare questa risposta vi è bisogno di una premessa;  partendo  da un presupposto preciso e su un dato oggettivo  che, nonostante i punti di vista divergenti, ho sempre riconosciuto a Barberis, cosa che faccio tutt'ora. Mi riferisco alla mia "maturazione dirigenziale" che non ha luogo nelle mie sole obiettive e integerrime determinazioni (magari anche con un minimo di competenza) ma, grazie anche alle deleghe conferitomi dal consiglio e da Barberis in prima persona,  che oltre ad essere produttive alla vita associativa dell'udace stessa,  hanno fatto  si di confrontarmi (al di la di CSAIn)  anche con l'universo sportivo, con  le sue problematiche generali, e con le stesse istituzioni  dello stato.    Da quanto  premesso scaturisce   la risposta stessa  alla sua domanda.     Quindi,  l'esperienza non è mai abbastanza, comunque la consapevolezza di non essere uno sprovveduto credo di averla acquisita. Come detto, l'udace è stata e rimane una parte importante della mia vita, pertanto nei miei intendimenti non trova spazio l'intenzione di contrastarla, come, pur non condividendo,  serberò rispetto di colleghi che la pensano diversamente da me.  Quindi,  questo progetto non trattasi per me di una nuova entità ma il dare continuità a qualcosa di preesistente a tutto vantaggio degli associati, ovviamente di quelli che la riterranno giusta e quindi percorribile.    Non nascondo che le difficoltà ci saranno, ma il  democratico apparato che si sta mettendo in campo ritengo possa fronteggiarle e superarle.  Relativamente all'attività promozionale,  si intende  tale principalmente tutta una serie di condizioni operative  (peraltro come anche evidenziate nella circolare relativa al tesseramento),  che, come deliberato dal consiglio nazionale, sono in deroga alle norme organiche di attuazione;  queste deroghe spaziano dall'ausilio di commissioni  finalizzate  sul territorio, alla direzione e coordinamento  da parte della struttura nazionale CSAINciclismo e di tutto ciò che è conseguenza dell'attività,  in un'intesa condivisa   con la periferia, con gli altri EPS e la stessa F.C.I., sopperendo anche laddove ve ne fossero particolari necessità di ordine pratico.

Abbiamo visto che avete già predisposto un piano assicurativo rispondente  agli adempimenti di legge e mi chiedo, ma si fa così in fretta a portare avanti certi discorsi ? ma com’è possibile avere quote così decisamente diverse e inferiori ad UDACE? La gente si chiederà, ma sarà una cosa sera o è buttata li tanto poi si vedrà?

Predisporre piani assicurativi non è  semplice e nemmeno si realizzano  in fretta. Di certo,  se questi temi  vengono affrontati con chiarezza e con la dovuta determinazione, supportati anche dalla certezza di ciò che si rappresenta, l'interlocutore ha basi concrete su cui poggiare la contrattazione, quindi,  da qui i tempi relativamente brevi. Non vorrei soffermarmi sulle  quote diverse da udace, tengo a precisare che invece quelle di CSAIn sono in linea con gli  altri Enti di Promozione, perché, pur tenendo conto degli alti rischi derivanti dalla pratica ciclistica,  in  virtù delle centinaia di migliaia di associati dell’Ente è possibile  una più vantaggiosa  condizione di contrattazione . Va però tenuto anche in opportuna  evidenza che le tessere associative del ciclismo (mi riferisco alla realtà  CSAIn) hanno un costo di  tredici volte superiore alle "generiche" previste per le altre discipline,  pur avendo in se contemplato anche una quota destinata al territorio. Contrattazione assicurativa  che oggettivamente udace non può mettere in campo causa la sua    attività monotematica. Tengo ad evidenziare che le altre "specialistiche" aderenti a CSAIn, proprio al fine di ottimizzare i costi  utilizzano la stessa polizza di CSAIn, ma su questo  udace non ha mai istaurato un dialogo di intesa.   Quando si stipula un contratto, e in questo caso con un'entità di prestigio, non lo si fa mai  tanto per "buttarla li".  D'altronde un contratto si basa unicamente  su dati concreti e mai superficiali.    Proprio in virtù dello scarso tempo a disposizione sono rimasti da perfezionare alcuni  aspetti   migliorativi   della  polizza base  infortuni tesserati,  con integrazioni  agli stessi requisiti previsti per le altre  tessere di carattere multidisciplinare  che,  comunque,  non andranno ad incidere sui costi pubblicati.

Quanto appena letto ci stupisce non poco e presumo creerà qualche riflessione ai lettori più attenti;  ma andiamo avanti e andiamo al concreto, se una ASD decide di affiliarsi allo CSAIn come deve fare e a chi si deve rivolgere da oggi?

Intanto va ribadito che lo CSAIn è presente sull’intero territorio nazionale, quindi vi sono punti di riferimenti certi,  nel frattempo si stanno costituendo apposite e finalizzate Commissioni territoriali  di settore. E’ in fase di allestimento  il sito internet diretto www.csainciclismo.it (qui a finco il logo della nuova sezione specialistica)dove, oltre agli indirizzi dei preesistenti Comitati regionali e provinciali, a breve verranno riportati i recapiti le delle specifiche commissioni. Tuttavia, ci si può rivolgere anche alla sede Centrale  CSAIn –   Segreteria Nazionale  Roma  - Viale dell'Astronomia, 30 - 00144 ROMA Tel. 06 5903526 - 06 5925637  Telefax 06 5903242/284   - info@csain.it,; in alternativa,       per ulteriori e specifiche  informazioni,    ci si può rivolgere direttamente alla mia persona quale responsabile e coordinatore nazionale  - e mail:  vicepresidenza@csain.it  - info@csainciclismo.it -  saccoccio@tiscali.it  - telefax 0771 501168  cell.  320 2376125 - 338 4521805

 

 Che tipo di attività intendete svolgere sempre riferito al confronto con UDACE?

 

Innanzi tutto va ancora una volta precisato che l'attività  non intende svolgersi in riferimento ad udace o in antitesi con la stessa, tutt'altro,  bensì in ottemperanza ai  requisiti  previsti per lo sport per tutti e in perfetta intesa con tutti gli EPS e F.C.I., quindi dando corpo a tutte le attività che il ciclismo amatoriale prevede.

Sarete sempre in consulta?

La presenza in consulta è imperativa e lo sarà in modo determinato e con  l’impegno ad attività condivise in un rispetto di tutte le entità, ovviamente certificate dagli  imprescindibili requisiti previsti dall’ordinamento sportivo nazionale, nonché  dal CONI. Come noto in Consulta ho un ruolo ufficiale   in perfetta intesa con gli altri componenti in rappresentanza di tutti gli EPS.  Ritengo che il lavoro fatto in questi ultimi 20 mesi sia stato importante per l'intero movimento, quindi il mio impegno (come degli altri componenti), e degli stessi EPS, sarà quello di continuare     nella   comune intesa. Sono certo che sarà così!

 

Ma oggi è possibile svolgere attività ciclistica amatoriale al di fuori della consulta ? e se si con che modalità e rischi eventuali?

Io ritengo espressamente  di no. Come  ritengo che nessun Ente possa esimersene. L'ordinamento   sportivo detta regole precise cui tutti devono attenersi. Se cosi non fosse, non sarebbe nemmeno necessario, per delle entità non riconosciute CONI,  cercare "protezione" nell'ambito    ufficiale.    Pertanto non credo che  il ciclismo amatoriale accreditato,  come del resto lo stesso CONI,    possa tollerare  situazioni  anomale.      Gli EPS questo lo sanno bene, quindi agiranno di conseguenza e  gli inadempienti non potranno che subirne le conseguenze.

Allo stato lei crede di poter contare su ex colleghi per portare avanti il suo discorso o presume di avere già fondate speranze di poter contare su un certo numero di presidenti di ASD che decideranno di passare al nuovo ?

Io, come lo stesso CSAIn, non siamo dei presuntuosi, quindi sappiamo bene che per la riuscita di questo progetto di continuità è indispensabile l'apporto di qualificati colleghi che, a tutti i livelli,  ne condividono gli ideali, nonché sull'apporto di una fondamentale rete condivisa sul territorio.   Tuttavia,  credo che in questi  anni qualcosa di positivo  ho prodotto, quindi  suppongo  anche di essermi meritato un minimo di credibilità come persona. I presidenti di ASD, oltre ad essere certi delle garanzie formali e fiscali che solo un EPS può certificare,   non dovranno pensare di passare a qualcosa di nuovo,  perché in effetti i veri motori dell'attività erano e resteranno loro.         Di nuovo troveranno di certo delle agevolazioni economiche e la consapevolezza di non essere soggetti ad imposizioni che prevaricano lo spirito sportivo e del    ciclismo amatoriale in particolare;   trovando quindi   condizioni operative condivise dall’universo sportivo, noi gli saremo vicini affinché possano soddisfare le loro aspettative.  Ciò detto, in questi giorni ho avuto lusinghieri consensi anche da territori numericamente  importanti. Devo supporre che un "pochino"    di credibilità dobbiamo averla suscitata. 

Cosa direbbe ad una asd per perorare la causa dello CSAIn? Quali sono i punti di forza che lei ritiene validi per  richiamare affiliati? Perché un affiliato UDACE dovrebbe passare , o meglio, restare nello CSAIn?

Senza apparire immodesto, ritengo che forse   il miglior modo di perorare la causa CSAINciclismo sia quella contemplata nella serenità e l'obiettività  con la quale   rispondo alle sue   puntuali e specifiche  domande, come con la serietà e l'operatività con la quale, se pur in pochissimo tempo,  stiamo mettendo a punto tutto l'apparato strutturale per dare reali e tempestive  opportunità agli associati. Entro il mese di novembre verrà reso noto il calendario di   campionati  di carattere nazionale relativo a tutte le specialità,  iniziando sin da gennaio con il ciclocross, dando quella continuità a ciò che sono abituati a vivere.  Tuttavia non si possono  non rimarcare tutti gli altri aspetti sin qui detti e   la certezza formale e fiscale che l'EPS gli garantisce. 

 

Anche voi  avrete un unico modulo di affiliazione?

Ovvio che si,  lo stesso  contempla anche la contestuale possibilità della ASD di  disciplinare anche sport diversi dal ciclismo. Come garantire la possibilità di certificazione di ulteriori servizi logistici e pratici agli associati, mi riferisco in particolare alla possibilità di erogare alimenti e bevande nei rispettivi circoli ricreativi secondo le   normative.    Inoltre  gli stessi associati del ciclismo,  oltre alla specifica attività,  hanno facoltà di partecipare con la stessa tessera alle altre discipline sportive e non,  in quanto la tessera  di base, oltre a contemplare garanzie prettamente ciclistiche, prevede   anche la copertura assicurativa   multidisciplinare.

Anche voi avrete una presidenza ed un consiglio di presidenza per la sezione ciclismo?

Gli organi statutari sono e rimangono quelli istituzionali. Tuttavia a fronte della particolarità del ciclismo, il C.N. ha deliberato  per un  responsabile nazionale coordinatore  e  su un finalizzato gruppo dirigente che  coordina  vari settori di attività che vanno a formare il consiglio di presidenza di CSAIncislismo.  

 

Mi faccia capire meglio, il responsabile nazionale è comunque un consigliere nazionale CSAIn, e gli altri del gruppo dirigente?  Saranno nominati o eletti? Avranno solo poteri  tecnici gestionali o anche autonomia economica?

 

Sarò più esplicito;   per ovvie e intuibili ragioni, al momento il ruolo di coordinatore e responsabile nazionale  è stato attribuito alla mia persona, che si avvarrà della collaborazione sia di  attuali consiglieri eletti che,  di  soci reperiti tra gli esperti del settore e investiti di  specifica nomina del C.N. Superata questa fase "così detta promozionale",   con    l'adeguamento normativo  ratificato dall'assemblea,   vi saranno condizioni elettive per il settore. La conduzione della struttura sarà prettamente tecnica, amministrativa e  organizzativa, mentre la gestione economica   si integrerà con la gestione generale dell'Ente. Altra cosa sarà invece per le strutture territoriali, le quali godranno, nel rispetto delle normative,  di  autonomia economica di competenza ed alle quali, come supporto,  è destinata anche una quota del tesseramento. 

Cosa c’era  e c’è in UDACE che voi sicuramente non avrete?

La "conduzione" !

Avrete bilanci pubblici o rendiconti?

Lo CSAIn in quanto EPS è obbligato alla presentazione dei bilanci al CONI, di conseguenza pubblici.

Qual è la cosa che sicuramente non farete mai?

Prevaricare gli ideali dello sport per tutti.

Come intende attuare la democrazia interna alla sezione e come intende coinvolgere la base ?

Dalle risposte precedenti credo se ne intuisca l’impostazione. Sintetizzo solo dicendo che le scelte saranno condivise e migliorarle strada facendo  proprio avvalendoci delle esperienze e suggerimenti della base.

Il ciclismo amatoriale a Milano avrà regole particolari rispetto a quello, ad esempio, di Palermo o Roma?

Le direttive, come è ovvio che sia, avranno norme univoche, ma proprio in virtù di quell' aspetto promozionale ( a carattere temporaneo)  prima accennato,  ogni situazione territoriale sarà oggetto di attenta  analisi, regolamentandone le strutture   anche in base ad esigenze particolari e,  in ottemperanza a  necessità di contingenti situazioni locali.

Voglio sperare che in tema di apertura gare farete ciò che , a parte UDACE, si sta già facendo ovunque, ovviamente previo controllo della commissione in consulta?

Credo di aver già risposto in precedenza contestualmente all’espressione di altri pensieri. In ogni caso ribadisco che  le gare organizzate da ASD affiliate a CSAINciclismo saranno disciplinate secondo i deliberati della consulta nazionale e comunque aperte alla partecipazione degli associati di  tutti gli EPS e FCI.   

Mi scusi ma anche su questo vorrei capire meglio, in questo approfitto della sua conoscenza e della sua esperienza  in  consulta,  se Udace resterà in consulta come ACSI avrà due alternative, gare aperte a tutti o gare chiuse;  siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio e siccome è palese che certi “baroni”, come li chiamo io, non stanno a sentire neppure il capo, che tipo di scenario si prospetta in caso di inadempimenti palesi? Lei non crede che a questo punto sia meglio per tutti che UDACE chiuda tutte le sue gare 365 giorni all’anno dando modo a chi non è d’accordo di migrare altrove? Ultimo quesito, supponiamo che UDACE dica di voler fare tutte gare chiuse lasciando  agli organizzatori la possibilità di “aprirle” in modo selettivo e personale, infrange qualche regola o normativa?

  In primo luogo va definita la figura di udace in Consulta, entità che può figurarvi solo tramite l'EPS riconosciuto CONI. Sarà l'EPS (così detto di riferimento!!!) che dovrà far valere verso udace  le regole comportamentali che il CONI impone agli EPS.  Tra l'altro va detto che l'Ente che lei citato  è stato tra i primi  in consulta a contrastare le    posizioni di udace, non credo che ora possa agire diversamente e rinnegare il tutto.    In ogni caso,  gli impedimenti palesi e i contrasti con gli altri Enti,  non possono che essere oggetto di attenzione da parte di chi in  Italia governa lo sport: il CONI. Non mi intrattengo su gare chiuse udace ecc. la vera entità dell'udace sono le società affilate, ritengo  che queste non  hanno interesse ad estraniarsi dal mondo dello sport ufficiale per  avvallare circostanze che possono far comodo solo ai pochi cosi detti "baroni".    

Abbia pazienza ma ho cercato di trasferire nell’intervista tutti i dubbi e le perplessità che raccolgo, dubbi e perplessità con una storia alle spalle e visto che Udace cambia partner ma non le teste è molto probabile che per mantenere unito il gregge si cerchino escamotage vari  a seconda del territorio e delle persone, è quasi ovvio e scontato che se Udace aderisce alle regole comuni della consulta in pochi mesi rimane con i soli nostalgici e innamorati, il che, tutto sommato, potrebbe anche essere un bene per tutti, una sorta di isola felice riservata a pochi eletti (sto ironizzando ovviamente), lei che dice?

Dico che Lei ha racchiuso  la risposta nella sua stessa domanda:  concordo  con la sua analisi. Comunque ciò che ho detto in precedenza evidenziava anche questi aspetti comportamentali che valgono da Trieste a Trapani.

Una delle affermazioni che va per la maggiore qui da noi è la seguente: “io non ho preferenze particolari per UDACE, indicami un calendario che copra tutto l’anno senza limitazione di sorta, alternativo a quello UDACE, ed io cambi subito ente”; a Milano abbiamo già il movimento di Valter Mariotti che ha dato ottimi risultati,  la sua zona operativa è però abbastanza ristretta, cosa si sente di poter rispondere a questa gente? In realtà, io non ho la sensazione di tutto questo entusiasmo per le gare UDACE, l’unica vera chance sono le tante gare in calendario, che si può fare? Non pensa che bisognerebbe aprire un dialogo con tutte le forze in campo per vedere di mettere insieme questo benedetto calendario alternativo?  Sarebbe disposto a discutere, in Lombardia e nel resto d’Italia, con tutti gli enti aderenti in consulta (+FCI), per stilare dei calendari comuni di gare aperte a tutti  a livello regionale in modo tale da evitare concomitanze dannose per tutti armonizzando l’attività nel rispetto delle rispettive autonomie, magari anche con singoli organizzatori UDACE ?

La risposta sarebbe lunga e articolata, e forse anche noiosa. Partiamo dalla fine: credo che in più occasioni ho ribadito che lo CSAIn intende fare ciclismo (ma non solo), in una perfetta intesa con tutti gli EPS e la stessa F.C.I., quindi è scontato che a livello territoriale bisogna concordare calendari condivisi, senza esclusioni di nessuno ed è  con questi principi che si pone.    Per quanto riguarda le limitazioni abbiamo già detto. Tuttavia,  un dirigente obiettivo e ligio ai disciplinati di un'etica sportiva degna di questo nome,   non può pensare di impostare e limitare il suo impegno  su contrapposizioni, ritengo che i valori  sono  altri. In primo luogo lavorare per quell'intesa comune connaturata  nello "sport per tutti" a prescindere di quale "casa" il praticante sceglie. Per questo sto lavorando.   Walter Mariotti, se pur operando in una zona ristretta, ha dato esempio delle potenzialità che il mondo del ciclismo amatoriale può esprimere, che vanno al di la di ogni preconcetto e dell'Ente in cui si opera, rendendo un utile servizio al movimento ciclistico,  cosa che va tenuta nella debita considerazione, nonché da imitare.     

Vorrei poterle fare altre domande relative agli anni in UDACE ma presumo sia meglio soprassedere, le sue dimissioni sono comunque un indice chiaro, non importa di chi sia la colpa sta di fatto che è mancata la necessaria intesa e quando non c’è intesa è meglio smettere, ciascuno dirà che è colpa dell’altro, a noi interessa solo valutare questa nuova opportunità per il ciclismo amatoriale, non importa da dove provenga purché si arrivi a ridimensionare l’egemonia UDACE, se però vuole aggiungere qualcosa dica pure liberamente noi riporteremo fedelmente.

Ritengo improduttivo ritornare su un passato che per me è stato, e rimane,  un patrimonio inestimabile, ma  che se pur importante,  è ormai passato,   quello che conta non è fare sterile  polemica sulle varie posizioni ma guardare avanti senza avversioni. Posizioni,  che se pur non condivise,  rimangono comunque espressione dei singoli e quindi,  a mio parere,  non commentabili e nonostante tutto da portarvi  rispetto.     Io mi  limito a riportare una accorata frase di una  lettera pervenutami in questi giorni da  un mio caro amico (che era e resta tale) relatore ai recenti lavori congressuali per i 55 anni di udace, che mi diceva: “ non si possono buttare a mare 20 anni di impegno, crescita, "formazione", "investimenti" -  io ho semplicemente risposto che :   “sono stati altri ad averli buttati a mare, a me rimangono, anzi ne faccio tesoro,  ed è anche  ripartendo da questo  patrimonio che  continuo il mio percorso di vita”.

 

 Quest’ultima domanda però non me la posso risparmiare, al limite non mi risponderà ed io comprenderò; dopo la sua esperienza, mi può dire quanto vale una vice presidenza Udace, con questo presidente,  in termini di prestigio? Mi spiego meglio, quanto liberta operativa e quanta soddisfazione da essere la seconda carica UDACE, ma soprattutto a lei che è già vicepresidente CSAIn cos’ha dato in più?

Se non rispondessi a  questa domanda non mi sentirei la persona decisa e  sicura che credo di essere.  Come detto,  nonostante quest'ultimo periodo che ha portato il presidente Barberis a  prendere delle posizioni  - per me -  incomprensibili , ritengo di essere stato -  a mio avviso meritatamente -   considerato e stimato, ed essere  stato un  vicario   degno,  anche se in  modo poco appariscente e delimitato nel ruolo.  Il solo problema è che talvolta il caro presidente Barberis è stato  solito agire in modo poco attinente alla realtà dei fatti e quindi finiva anche di trovarsi in contrasto con me, cosa accaduta di sovente  nell'ultimo anno. Le ultime vicende ne sono la logica conclusione.  Con questa domanda mi da anche modo di dire che se ultimamente,  invece di "intimarmi"  condizioni di silenzio, mi fosse stato permesso di parlare negli incontri congressuali  (non parlo di assemblee, perché in tale circostanze  questa limitazione, se pur non condivisibile,  è organicamente stabilita), avrei potuto esprimere   anche le mie motivazioni alla base e   forse ora starei a parlare di altro.  Ciò detto, a parte il prestigio, che non so a quanto effettivamente serva,  le mie soddisfazioni sono racchiuse nella mia onestà intellettuale e  nell'opera prestata in 27 anni di udace (tra provincia e nazionale) a favore degli associati. Cosa ha dato di più in funzione della mia figura di vicario anche in CSAIn?  Di certo  mi ha dato delle responsabilità che ho sopportato e assunto in virtù degli interessi dell'udace stessa, tutelandone la figura in tutte le sedi e  salvaguardarne la sua identità.  Ora qualcuno  si permette delle illazioni riconducendo questo mio sofferto  impegno ad interessi personali.  Questa è la "gratificazione" che mi è stata esternata per i miei 27 anni di dedizione all'udace.  Quello che per me conta è il non aver mai barattato la dignità di cui vado fiero.  Il resto conta poco, anzi nulla.     

 

 Grazie e in bocca al lupo, se serve aiuto noi siamo qua  l’importante è la coerenza tra intenti e fatti concreti, ci tenga informati

Sono io che ringrazio Lei e quanti in questi giorni mi testimoniano fiducia e mi spronano a dare ulteriore  corpo ai miei convincimenti.

vedi anche l'intervista su Ruote Amatoriali