| INTERVISTA A MIRKO MANZINI - ASD SIMEC FANTON CICLI PALETTI |
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| Conosciamo da vicino Mirko Manzini, secondo classificato nella challenge GRANDI GARE, un atleta che a parte le sue indubbie qualità atletiche, si è sobbarcato ogni domenica la trasferta da Modena per essere al vie di queste manifestazioni, sentiamolo... |
Manzini Mirko, 22.11.1973 Modena
Convivo, non ho figli
Impiegato in Comune a Modena, l'orario è articolato in modo differente ogni giorno comunque ho liberi i pomeriggi di mercoledì e venerdì. Il sabato non lavoro.
Ho fatto tutta la trafila delle categorie giovanili da 8 anni fino al terzo anno nei dilettanti, poi 8 anni di totale inattività e ho ripreso negli amatori
Nelle categorie giovanili qualche gara l' ho sempre vinta sia su strada che su pista. Da amatore due titoli italiani Gran Fondo uisp, consistenti in una serie di gare con classifica finale, gare attorno ai cento chilometri ma nulla di paragonabile a queste come organizzazione. Quest'anno 3 vittorie con una bella soddisfazione nella mediofondo di casa, a Modena, in settembre.
A casa, diciamo che mi tollerano, perchè non sono mai riuscito a trasmettere pienamente la passione per il ciclismo. mentre a me la passione è stata trasmessa da mio papà che non si perde una gara nemmeno ora che sono amatore
Ho sempre amato le lunghe distanze, le ritengo più stimolanti e divertenti in quanto, rispetto a gare di 50 km, hanno uno svolgimento più imprevedibile, con continui ribaltamenti della situazione e in corsa ogni aspetto diventa fondamentale, dalla tattica che si decide di impostare (o inventare al momento), all'alimentaizone, etc..
Comprese le gare 5 giorni la settimana, con una media di 300/350 km, ma spesso gli allenamenti consistono in “passeggiate”, magari facendo due chicchiere con un amico, non ho più la testa e la volontà per fare allenamenti da “corridore vero”. Il grosso dei miei allenamenti sono le gare stesse.
Non si può negare che l'età influisca sulle prestazioni, però, per restare alla nostra realtà, Pezzetti (e non solo) ha dimostrato che quelli forti possono restare competitivi, tra i “giovani”, anche oltre i 40
Con un minimo di preparazione a tutti, del resto, si parte in tanti e magari correndo un po' sulla difensiva (e sulle ruote) la distanza diventa alla portata di molti. In definitiva diventa più complicato tenere le ruote in una gara in circuito di 50 km con continui rilanci e magari a 44/45 di media
La squadra ha la sua importanza, soprattutto su lunghe distanze, ma se la squadra corre bene e in armonia, ha sempre importanza nel ciclismo, certo noi ci presentavamo al via in 2 al massimo in 3 e a volte qualche compagno in più si rimpiangeva.
Spese tante, meglio non farci i conti, tanti chilometri in macchina (almeno 400 per volta) e levatacce con partenza da casa alle 5 del mattino. Ne vale la pena perchè sono un “prodotto” unico nel ciclismo amatoriale. Poi, basta organizzarsi, io spesso correvo sabato e domenica quando faccio queste gare corro solo la domenica, alla fine in termini di costi e tempo non cambia di molto però partecipo ad una manifestazione che si può chiamare corsa a tutti gli effetti e mi diverto molto di più
Beh dal punto di vista tecnico/tattico e delle (mie) prestazioni a fine gara ho sempre da analizzare (e brontolare) sono fatto così, è anche il suo bello analizzare la gare effettuata per potersi migliorare in altre occasioni. Per quanto riguarda l'organizzazione sono sempre stato più che soddisfatto, c'è stato quel “pasticcio” del giro tolto quando si era già in corsa, ma in realtà penso che, con tutti i gruppi che si erano formati, quella volta la sicurezza poteva, forse, risentirne. Inoltre ho apprezzato molto il fatto dell'aiuto (autorizzato) agli atleti appiedati da incidenti meccanici e il fatto di far rispettare i regolamenti a tutti, compresi i divieti di tagliare le rotatorie, spesso nelle corse amatoriali si trovano condizioni di totale mancanza di controllo (gente che fa giri in meno, etc..) con rischi per la sicurezza e “incattivimento” della corsa.
Sicuramente arrivare nel centro, in mezzo alla gente, fa sempre piacere, però bisogna dare la precedenza alla sicurezza e ad altri problemi logistici (sede di ritrovo, etc..). Però l'arrivo di Boffalora era semplicemente meraviglioso in quel contesto e ritengo nemmeno pericoloso perchè mettava in fila il gruppo già all'ultimo km.
Io punterei su punteggi più premianti per i piazzamenti di livello. Che ne so? Tipo primi 20 (30-25-20-18-16-15-14-.....) e magari 1 o 2 punti a partecipazione. In questo modo le rimonte in classifica sarebbero più facili e per puntare alla generale bisognerebbe arrivare spesso nei primi con meno tatticismi e marcamenti ad uomo. Per puntare alla classifica magari ci si accontentava di un 25°, pur di conservare la posizione, le gare venivano condizionate. E per fortuna che eravamo tutti corridori corretti e che non ci stavano tanto a rimanere dietro, così spesso ci siamo ritrovati assieme ma davanti.
Come detto in precendenza ognuno in base alle proprie possibilità può ricavare le proprie soddisfazioni da queste gare, che non vuol dire per forza vincere. Per quanto mi riguarda mi piace essere competitivo, cioè essere nel vivo della corsa e magari a giocarmi la vittoria, però non è tanto importante il piazzamento finale (anche se vincere piace a tutti) ma essere nel vivo della corsa. Non so se mi adatterei ad essere sempre a tutta solo per tenere le ruote, ma questo è un mio limite, ho grande ammirazione per amici che hanno la passione delle corse da anni pur ottenendo pochi risultati
Spero proprio che le “Grandi Gare” proseguano, ma, soprattutto per me che vengo da lontano, 8/10 gare all'anno sono sufficienti. Non può diventare un impegno quasi “settimanale”.
Innanzitutto ringraziare Mariotti, la Silvia e tutto lo staff dell'organizzazione perchè oltre ad aver messo in piedi queste gare si sono sempre mostrate persone gradevoli e gentili. Sottolineare ancora l'ottimo ambiente trovato attorno alle “Grandi Gare”. Salutare i ragazzi conosciuti in queste gare: Falzone, Mirioni, Pezzetti e tutti gli altri che, oltre ad essere avversari onesti e corretti in corsa, sono persone con cui si conversa volentieri prima e dopo. Tanti complimenti anche a chi si prodiga per il sito “ciclismoaltomilanese” che è veramente bello. Non volevo andare fuori tema e nemmeno toccare certi argomenti perchè ritengo di non averne l'autorevolezza per scriverne pubblicamente ma visto che è di queste ore la notizia della morte di VdB volevo solo esprimere per l'ennesima volta la speranza che qualcosa cambi nel ciclismo e, secondo me, siamo ancora molto lontani. Ad inzio anni 90 parlavo di doping e venivo trattato come un'appestato (mi si diceva che era il modo per giustificare scarse prestazioni) poi sono venuti gli scandali e, purtroppo, i morti (più o meno noti) che, anche volendo negare un nesso diretto col doping, sono ormai troppi per essere tutte coincidenze. Scusate ancora la digressione e più per il punto di vista umano che per quello sportivo, auguriamoci tutti assieme che qualcosa cambi. Anche VdB aveva solamente 34 anni (cazzo!!! aggiungerebbe Mariotti) Ormai siamo a fine stagione, e non solo per le grandi gare, quindi buon riposo a tutti e arrivederci al 2010!!!!!
Bene, grazie per il tempo dedicatoci e ancora complimenti per le tue performance, l’intervista verrà pubblicata su Ciclismoaltomilanese insieme a quella di altri colleghi
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| Bene, al lettore giudicare, a me è parso un ragazzo eccezionale,
di una maturità non comune e, per averli conosciuti, circondato e seguito
da persone altrettanto fantastiche e appassionate, di queste figure,
fortunatamente è ricco l'entourage delle Grandi Gare, uno spettacolo
itinerante i cui attori, in modo particolare i più assidui, hanno onorato
alla grande dando corpo alle premesse che, sulla carta c'erano tutte ma
che andavano verificate sul campo. G.Brancaccio |
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