| DEDICATO ALLE ASD E AGLI AMATORI LOMBARDI | |
| Anche se non più tesserato continuo a frequentare
organizzatori ed atleti cicloamatori per via dei servizi da pubblicare;
ascolto, osservo, consiglio, prendo atto della situazione effettiva e cerco di
trasferirne le mie impressioni personali e/o gli indiscutibili dati di
fatto su ciò che sta succedendo nella nostra zona e....allargandola un
tantino ...alla Lombardia. La prima domanda che mi viene in mente è questa : "Ma cosa deve ancora succedere perchè vi rendiate conto che la dirigenza nazionale UDACE non sta svolgendo il ruolo che le compete e sopratutto non mette in pratica lo scopo principale per cui è stata creata e che dovrebbe essere quella riportata nello statuto Art. 1 - Per il conseguimento delle
finalità proprie, intese a sviluppare: la
promozione e la
pratica dell'attività ciclistica
ed attraverso questa la creazione
e la valorizzazione di
rapporti di amicizia e solidarietà
interpersonali ed interfamiliari, la sana e proficua utilizzazione del
tempo libero, lo sviluppo di qualsiasi attività ciclistica in particolare
quella cicloturistica e amatoriale agonistica, comunque ricreativa, sia in
campo Provinciale che Regionale e Nazionale, viene costituita la UDACE
(UNIONE DEGLI AMATORI CICLISMO EUROPEO). quindi:
per citare alcuni degli eventi più gettonati nel corso del 2007 e di cui vi abbiamo dato conto sul sito, tutto questo poco ha a che vedere con la PROMOZIONE e i RAPPORTI DI AMICIZIA E SOLIDARIETÀ. L'Udace non è un ente riconosciuto dal CONI , tramite lo CSAIn si è aperto questa porta, sapete che differenza c'è tra l'essere riconosciuto e non ? l'accesso ai contributi statali !! facendo attività contribuite a far crescere il livello operativo dello CSAIn facendo accrescere l'indice di contributo che lo CSAIn otterrà, da li in avanti non sono in grado di fornire altre informazioni sui criteri di utilizzo e ridistribuzione. La FCI, ad esempio, come federazione riceve i suoi contributi e li dichiara pubblicamente. Questo è giusto che lo sappiate ma non deve interessarvi più di tanto, si presume che eventuali introiti vengano da tutti utilizzati per gli scopi statutari, a voi dovrebbe bastare di essere tutelati e agevolati nello svolgimento della vostra attività. Per quanto esposto, si è creato uno stato di incertezza da parte di molti tesserati e gruppi sportivi, è bastato che il gruppo Giringiro e Ciclismoaltomilanese gettassero il sasso nello stagno per provocare tutta una serie di reazioni irrazionali tese a salvaguardare, prevalentemente, l'amor proprio di alcuni a scapito della serenità di tantissimi altri. Di fronte a questo stato di cose non si può restare indifferenti, in Lombardia si è aperto un dialogo proficuo tra Endas e FCI, si è lavorato attorno a dei calendari comuni che possano offrire una valida alternativa concreta a quanti, nel dubbio, decideranno di passare definitivamente ad altro ente/federazione, non fosse altro che per dare un segnale forte dei raggiunti limiti di sopportazione (un segnale concreto deve pur essere dato e non si può sperare che solo il Giroingiro, o Mariotti che dir si voglia, si facciano carico da soli)verso questo tipo di scelte "personali" che non tengono in debito conto la libertà e la serenità dell'amatore e degli organizzatori. Tutti stiamo aspettando che l'UDACE dica ai suoi tesserati come intende procedere per il prossimo futuro e lo dica possibilmente prima che rinnovino l'affiliazione, sembra che i comitati provinciali siano liberi di gestirsi (a parole) in funzione delle proprie esigenze locali, però, ciascuno di essi deve raccogliere la documentazione in modo autonomo circa l'adeguatezza delle polizze etc..., mi chiedo, ma perchè non lo fanno i nazionali per tutti i comitati?? che ci stanno a fare ?? se vi leggete bene la circolare 1 troverete anche: Art.2 - Gli organi periferici dell’UDACE
CSAIn, gli affiliati e i cartellinati sono tenuti a rispettare sia i questo significa che gli organi centrali si preoccupano di stipulare le polizze, solo di questo si assumono la responsabilità, per il resto, se la vedano i CP e i presidenti di ASD; ironicamente si potrebbe dire "magari fosse vero", la realtà è che si intromettono anche in troppe altre cose e questo non sarebbe un male, se vi fosse la serenità d'animo e la competenza necessaria. Le visite mediche, l'appartenenza alla seconda serie, il rispetto delle squalifiche comminate, la responsabilità organizzativa, etc..., sono sempre ad esclusivo carico dei presidenti di ASD. In tutto questo, come solito, ne fanno le spese i cicloamatori e le società organizzatrici (che finanziano tutto e tutti) e di riflesso anche i rispettivi comitati provinciali che non riescono a portare avanti coerentemente il mandato loro conferito dai presidenti di ASD. Ho esplicitamente sottolineato SOCIETA' ORGANIZZATRICI proprio perchè le considero prioritarie rispetto alla massa di ASD affiliate, sono loro che fanno l'attività, sono loro che hanno i problemi, sono loro che si sbattono per tutti, sono loro che pagano quando sbagliano, solo da chi opera ci si può aspettare anche qualche sbaglio. L'anno sta per finire, molto probabilmente, per forza d'inerzia, molti di voi Lombardi opteranno per ritesserarsi nuovamente in UDACE, questo anche in virtù dei luoghi comuni che sono :"in Udace ci sono gli amatori più forti e c'è un calendario più completo e variegato", queste sono oggi due verità sacrosante, negli anni, voi amatori e ASD, avete costituito una forza che che ha dato prova della bontà del vostro lavoro, per contro ha reso quasi "intoccabili" i vostri dirigenti nazionali; provate a riflettere un attimo solo, se dal 2008 voleste trasferire le vostre ASD e i vostri tesserati in federazione o altro ente, lo stesso scenario si ricrea sotto un'altra egida, con la differenza che potreste circolare più liberamente e concordare un calendario partecipato multiente che tenga conto delle esigenze di tutti e molto probabilmente con dei costi minori; chiaro che aspettando con comodo che qualcun altro tolga le castagne dal fuoco è molto più facile, il cambiamento comunque è già in atto e il risultato è scontato, il problema sta solo nell'anticipare i tempi, un paio d'anni di transizione e tutto torna come prima con l'aggiunta di una libertà maggiore. Ricordate, non fate confusione tra l'UDACE (insieme di persone)e i suoi dirigenti nazionali, questi ultimi sono sicuramente delle bravissime persone nel privato, ma un dirigente, che deve adoperarsi volontariamente per il conseguimento della migliore condizione per i propri tesserati, è qualcosa di molto diverso, sta anche a voi tesserati e dirigenti di ASD, spendere anche un po' del vostro tempo per documentarvi nel merito di tutto ciò che riguarda la vostra attività e poi regolatevi di conseguenza, di sicuro voi operate sempre nell'interesse della maggioranza dei vostri soci, cercando di portare avanti le idee che arrivano dalla base. Una delle scene più irritanti a cui mi tocca assistere spesso è la genuflessione generalizzata verso questi personaggi da parte di tutti gli organizzatori di manifestazioni, credo che la cosa più giusta dovrebbe essere la situazione inversa, va bene la cortesia e l'educazione, ma l'andare oltre non è giustificato da fatti concreti(questo però è un parere personale), vedo tanti presidenti di comitato restare nell'ombra facendo da spettatori al presenzialismo ostinato di alcuni alti papaveri, prestando così il fianco al ripetersi di future scene analoghe che sono spesso subite come una consuetudine acquisita. Un bell'esempio di come si dovrebbe fare lo abbiamo visto alla recente premiazione del CP di Milano, le premiazioni sono state effettuate a rotazione da tutte le persone "OPERATIVE" : presidenti di ASD, Consiglieri del comitato e anche dai rappresentanti nazionali ma nella stessa misura degli altri, senza monopolizzare la scena. Per contro, ho assistito a manifestazioni federali in cui ho dovuto andare a scovare tra il pubblico il dirigente e portarlo in zona premiazioni, altro stile!! il dirigente va a rendersi conto di come operano i suoi affiliati senza preoccuparsi di comparire, per lui la soddisfazione deve essere quella di vedere operare le persone dando vita a manifestazioni idonee e di livello adeguato all'ente o federazione sotto la cui egida operano, e se qualcosa non va cercherà di mettervi rimedio nei limiti delle sue possibilità e competenze. Avrei piacere di ricevere critiche, richieste di chiarimenti ed integrazioni, il tanto criticato Mariotti queste cose le ha recepite sulla sua pelle, avendone la possibilità si è dato da fare e qualcosa ha già fatto vedere, un grosso aiuto ce lo aspettiamo dalla FCI che ha malamente-colpevolmente trascurato il settore per tanti, troppi, anni.Scrivete anche richiedendo di mantenere l'anonimato. Colgo l'occasione per formulare l'ennesimo ringraziamento personale, ai tesserati di ogni ente che dalla nascita sostengono l'idea del Giroingiro, loro hanno sulle spalle il peso più grosso della trasformazione in atto e ne sono coscienti, hanno iniziato credendo in un'idea che, inizialmente, ha portato loro solo commiserazione, hanno tenuto duro evitando le provocazioni, oggi , ancora una volta, stanno pagando caro lo spostamento dell'attenzione, prima era al 100% loro privilegio esclusivo, le risorse, sempre in crescita, che potevano essere tutte distribuite tra loro, oggi sono distribuite anche per fini più nobili. Dico questo non perchè me lo hanno raccontato ma perchè ho partecipato alle loro riunioni e so quanto siano sofferte certe scelte, alla fine tutti hanno dato prova di coraggio e maturità seguendo i loro "capi" anche in questa nuova iniziativa in cui danno per scontato l'ennesimo successo, ma non perchè sono i più bravi, semplicemente perchè è giusto che debba essere così, il lavoro serio premia sempre. Non posso esimermi dal citare anche l'atteggiamento coraggioso tenuto dal C.P. di Milano che, nella prima metà di stagione, si è venuto a trovare in una posizione disagiata tra l'incudine (Giringiro e alcune società) e il martello (nazionale,altre società, altri comitati provinciali), almeno loro ci hanno provato, il prezzo da pagare si conosce solo in parte, aspettiamo di vederlo a consuntivo dopo l'assemblea e le elezioni. Le società milanesi si meritano un comitato forte, spiccatamente autonomo, aperto verso tutti gli enti, con cui dialogare nell'interesse dei propri affiliati, questi ultimi devono cominciare a vedere il ciclismo amatoriale in modo diverso da come lo hanno vissuto fino ad oggi, prendendo coscienza delle nuove realtà sul territorio concordando un proficuo impiego dell'attività in modo da soddisfare le esigenze di tutti mettendo in condizione i cicloamatori di spostarsi il meno possibile per poter gareggiare. Senza dialogo ci si fa del male da soli, se qualcuno ci impedisce di dialogare facciamo in modo di toglierlo di mezzo educatamente. Mi aspetto anche che in molti non vedano nulla di quanto elencato o, quantomeno, si trovano bene ed appagati nella situazione attuale, più che plausibile, non è mio intendimento creare loro dei problemi, i problemi li hanno quelli che riescono a vederli e quelli che se li creano da soli, se non siete in una di queste due situazioni state bene dove siete, beati voi. Ciclismoaltomilanese continuerà ad occuparsi di tutto questo anche per il prossimo anno, cercheremo di tenervi informati su tutto ciò che riusciamo a seguire, la scelta finale tocca sempre a voi, il mio scopo era solo quello di farvi meditare sulle vostre scelte; Ad ogni buon conto non fatevi prendere dal panico, in caso di ulteriori colpi di testa potrete sempre rifugiarvi altrove, oggi, grazie ai più previdenti la possibilità l'avete. G.Brancaccio
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